Il Tirreno

Versilia

Fondazioni, da settembre si va verso la holding

di Donatella Francesconi
Fondazioni, da settembre si va verso la holding

L’annuncio del sindaco in consiglio nel dibattito sul Festival Pucciniano L’opposizione denuncia il caso del tenore colpito da provvedimento giudiziario

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VIAREGGIO. Le minoranze portano la discussione sulla Fondazione Festival Pucciniano in consiglio comunale, dove il Partito democratico si spinge fino a chiedere che «il sindaco valuti anche l’azzeramento degli attuali incarichi, anche attraverso il commissariamento della Fondazione». Ed il sindaco Giorgio Del Ghingaro, nel rispondere nella seduta pubblica, liquida la questione così: «Ho sentito un miscuglio di pettegolezzi e chiacchiere che hanno portato ad una visione confusionaria e superficiale». Per il primo cittadino «se si litiga e mi portate i risultati, anche sulla riduzione dei debiti, continuate pure». Tanto l’amministrazione una decisione sul futuro delle due Fondazioni l’ha già presa: «Dopo l’estate arriverà in commissione il progetto per l’aggregazione delle due Fondazioni ed inizierà confronto». Il che significa che l’amministrazione comunale porterà in commissione cultura la delibera per la holding-cultura, per poi arrivare ad un voto in consiglio presumibilmente entro fine 2018.

«Non si può ridurre l’azione delle forze di minoranza a mero gossip», sono state le parole di Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. Il quale, a proposito delle conflittualità interna alla Fondazione, per esempio sul caso del direttore artistico che si è dimesso in queste settimane, Angelo Taddeo, ha letto alcuni passi dei verbali della stessa Fondazione. «Il 3 maggio 2017 il presidente della Fondazione comunica al cda che il sindaco gli ha fatto notare che “siamo l’unica partecipata ad avere all’interno del cda dissidi e che è importante condividere gli stessi obiettivi”. Il 9 maggio dello stesso anno è il sindaco ad intervenire nel cda per evidenziare come “l’azione disarmonica ed in contrasto di presidente e vice presidente non solo rischia di vanificare il lavoro, ma potrebbe inficiare il progetto complessivo dell’amministrazione. Un’armonia tanto più importante per consolidamento altri enti che sostengono la fondazione, in particolare la Regione”. E così via fino ai verbali di poco tempo fa».

La domanda che molti si fanno di fronte al turbinio in riva al lago di scambi con l’estero la formula in consiglio Annamaria Pacilio, capogruppo Cinque stelle: «Chi giudica gli scambi?». Un quesito che Pacilio pone non a caso: risulta, infatti, che un cantante straniero che si esibirà anche nella serata di apertura abbia un provvedimento di affidamento ai servizi sociali e per un reato non proprio di poco conto. «L’amministrazione è al corrente che vi sono artisti nel cast che sono soggetti a provvedimenti giudiziari? Su questo argomento si può portare maggiore attenzione?».

Ed alla sollecitazione del consigliere della Lega, Alfredo Trinchese, che pone la questione di «rinnovare lo statuto della Fondazione che non è più tanto al passo coi tempi e dà luogo a molteplicità funzionai apicali», Del Ghingaro replica: «Considero le persone che ho nominato le migliori che avevo a disposizione in quel momento. Hanno un mandato di 5 anni e non ho intenzione di modificare alcun tipo di assetto perché ho un giudizio positivo su quanto è stato fatto alla Fondazione Puccini».

Alla fine è Stefano Pasquinucci, capogruppo del Gruppo misto a confermare l’intenzione di mantenere valida la mozione presentata: «La manteniamo con la richiesta di portare il tema il prima possibile al confronto ampio nella commissione cultura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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