Il Tirreno

Versilia

Il caso-Pucciniano in consiglio

di Donatella Francesconi
Il caso-Pucciniano in consiglio

Vent’anni di Festival, i nomi che si sono succeduti. Compresi direttore e presidente

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VIAREGGIO. Festival Pucciniano ormai al conto alla rovescia per l’avvio della stagione 2018, ma anche al centro dell’attenzione della politica tutta, dalla maggioranza che del futuro delle due Fondazioni viareggine è tornata a parlare nella riunione che si è tenuta giovedì scorso, delle minoranze che hanno chiesto ed ottenuto che se ne discutesse nel consiglio comunale di domani, del Pd che parla apertamente di «una situazione gestionale del Festival Puccini non più sostenibile». Non solo per le recenti dimissioni del direttore artistico Angelo Taddeo, ruolo, il suo, che attraversa la discussione in seno alla Fondazione dall’inizio dello scorso anno. Ma anche per il tema dei contenziosi legali che la Fondazione ha aperti, per la necessità della stretta sui conti perseguita negli ultimi anni e per il quadro generale del futuro di un Festival che, dati alla mano, è stato attraversato negli ultimi vent’anni da uno zoccolo duro di membri di consigli di amministrazione e di indirizzo che sono stati sempre gli stessi.

Tanto per fare solo un esempio Daniele Giannini, attuale membro del cda della Fondazione presieduta da Alberto Veronesi, dal 2000 ad oggi - con la struttura che si è adeguata via via alla normativa in materia - è stato nel cda 8 volte, l’attuale compresa.

Umberto Donati, oggi membro del consiglio di indirizzo, lo troviamo - invece - per 6 volte nel cda e per altre 7 nel cdi. Record di presenze anche per Danilo Chiucini, 8 volte nel cda e 2 nel cdi.

Nell’attuale cda siede anche Paolo Spadaccini, il presidente dell’associazione “Amici della lirica” di Torre del Lago. Spadaccini è stato vice presidente della Fondazione dal 2000 al 2002, presidente dal 2010 al giugno 2012, 5 volte nel cda compresa l’attuale.

E nel cdi per 6 mandati è stata Chiara Bambi, mentre l’ex presidente Adalgisa Mazza (Giunta Betti) siede oggi nel consiglio di indirizzo.

Il direttore generale (così la dicitura delle funzioni espletate come da contratto 2016 con scadenza a dicembre 2018) Franco Moretti, nel 1997 era in Fondazione come addetto stampa, insieme alla moglie Alessandra Delle Fave. Nel 2000 lo ritroviamo “coordinatore generale” della Fondazione. Nel 2002 l’incarico è di “direttore generale”. Carica a tuttì oggi ricoperta anche se - lo si legge nella premessa del contratto siglato con la Fondazione nel 2016 - «le attuali norme di funzionamento della Fondazione non prevedono la figura del “direttore generale”». Ma il cda «ha ritenuto comunque di nominarlo», per un compenso pari a 76.130 euro annui, al loro delle ritenute fiscali e previdenziali. Contratto che prevede anche un buono pasto giornaliero di 5 euro. Il costo totale nel bilancio della Fondazione ammonta a 119mila euro.

Ad agosto 2017, visto il successo della stagione lirica, Moretti ha chiesto, per il proprio ruolo e per il personale degli uffici della Fondazione, un premio di risultato. Dopo il via libera del cda si è aperto a gennaio un confronto con i sindacati non ancora concluso.

Storia diversa è quella dell’ufficio stampa (così la dicitura nel 1997) oggi diventato “Area comunicazione, ufficio stampa e relazioni pubbliche”. L’incarico è sempre stato nelle mani di Alessandra Delle Fave, che via via figura come “capo ufficio stampa” o “responsabile”. Nel 2015 il bando per la scelta di progetti da “Capo ufficio stampa della Fondazione Festival Pucciniano” risulta assegnato a “Headline Giornalisti società cooperativa” (Firenze), che affida l’incarico alla stessa Delle Fave. Il contratto con la “Headline”, dai verbali del cda della Fondazione (metà giugno), risulta scaduto e prorogato alla vigilia della stagione lirica 2017, con mandato dello stesso cda a Franco Moretti affinché procedesse nel senso del bando. A fine giugno, però, la decisione di sospendere la pubblicazione dell’avviso pubblico e di prorogare l’incarico alla cooperativa fino a dicembre 2017. Ad oggi il bando, atteso, da allora non è comparso sul sito della Fondazione e per il 2018 sembra si lavori con un’ulteriore proroga.

L’attuale presidente Alberto Veronesi, nel 2000 era “Direttore artistico e musicale): all’epoca alla guida della Fondazione era Giuseppe Vedda. Nel 2001, Veronesi è “direttore artistico”. Presidente è Manrico Nicolai. Dal 2002 al 2004 torna la dicitura “Direttore artistico e musicale”, e nel 2005 è di nuovo solo “Direttore artistico”. Nel 2007 la doppia dicitura torna, e nel 2010 (presidente Massimiliano Simoni), Veronesi è solo “Direttore musicale”, perché direttore artistico viene nominato Carlo Pesta. Nel 2011, Alberto Veronesi è “Consulente artistico” (presidente è Giuseppe Ferrazza) e dal 2012 torna la doppia dicitura, che nel 2014 (presidente Adalgisa Mazza diventa “Consulente artistico/musicale). Dal 2015 il Maestro Veronesi torna alla presidenza della Fondazione, affiancato dal vice presidente Alberto Pisanelli. Il quale, lo dimostrano gli atti della Fondazione, tenta più volte di intervenire sulla necessaria trasparenza di ogni scelta fatta per quanto riguarda chi opera con la Fondazione. A partire da quei consulenti gratuiti dei quali Veronesi, a fine 2017, chiede di poter disporre e ai quali poi rinuncerà.

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