Il Tirreno

Versilia

I campeggi di Viareggio ricorrono al Tar contro la tassa rifiuti

di Donatella Francesconi
I campeggi di Viareggio ricorrono al Tar contro la tassa rifiuti

La contestazione: «Illegittimo non approvare insieme Piano finanziario e Capitolato delle prestazioni»

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VIAREGGIO. Sei camping, tra i più importanti per l’accoglienza turistica a Viareggio e Torre del Lago hanno presentato un ricorso al Tar contro Comune di Viareggio, Sea ambiente ed “ICare”, in materia di costi del servizio rifiuti. L’avvocato Alessandro Del Dotto ha analizzato le cifre portate dalle attività che a lui si sono affidate: dal fatturato degli ultimi 3 anni «in media il 6,8% è destinato a coprire al spesa per la Tari». In un quadro di crisi economica che non ha risparmiato i camping, per la categoria il Piano tariffario 2018 ha registrato «un più 6% sul 2017 che già aveva un più 7% sul 2016». Ed in un contesto più complessivo in cui «il peso dell’obbligo di pagamento della Tari ha raggiunto oggi un livello di insopportabilità acuta e grave per le ricorrenti, costrette a versare importi notevoli e, soprattutto, insostenibili per la sopravvivenza dell’impresa».

Nell’affrontare i punti fondanti del ricorso, Del Dotto prende in considerazione un “modus operandi” che definisce «illegittimo»: approvare il Piano finanziario dei rifiuti rinviando - come fa la delibera di consiglio dell’11 marzo scorso - «ad un non meglio precisato “perfezionamento” del “capitolato prestazione” per quanto riguarda il programma degli interventi. Approvare insieme Piano finanziario e Capitolato «è necessario». Perché se il programma di interventi non è specificato potrebbe accadere che ciò «consenta al Comune e al gestore (del servizio rifiuti, ndr) una “negoziazione” successiva sull’importo complessivo del Piano finanziario, difficilmente controllabile. Utilizzando l’importo complessivo approvato nel Piano finanziario per coprire voci di spesa non esplicitate, o ridurre i volumi e le prestazioni di servizio, senza che all’utenza risulti alcunché di formale e legittimo».

Per quanto attiene strettamente i camping, nel ricorso si evidenzia come Viareggio preveda «un’unica categoria denominata “campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi” senza distinzione tra camping annuali e camping stagionali. Eppure il Dpr 158/1999 dispone: «A livello territoriale la tariffa è articolata con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone, alla loro destinazione, alla densità abitativa, alla frequenza ed alla qualità del servizio da fornire». Per quanto riguarda la Tari a Viareggio - scrive l’avvocato - «non c’è traccia alcuna» di quanto prescritto dalla norma.

Senza contare - viene aggiunto - che «non è esplicitato né regolato e nemmeno definito il criterio di ripartizione del costo generale del Piano finanziario fra utenze domestiche e non domestiche». Né risulta interamente coperto il servizio, come previsto dalla legge, “ballando” la somma di 41.999,88 euro tra l’introito complessivo atteso e l’importo finanziario di spesa del servizio.


 

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