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Schiaffo ai familiari delle vittime della strage
Convegno a Firenze e il direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria chiede niente striscioni e volantini. Piagentini: «Richiesta di pessimo gusto»
VIAREGGIO. Dieci anni di Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) e nove dal disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti, le conseguenze delle ustioni ancora vive, un processo di appello che va ad iniziare il 13 novembre prossimo, a Firenze. Ed è nel capoluogo toscano che ieri Ansf ha presentato la propria relazione annuale oltre al volume per la ricorrenza della nascita. Una parte celebrativa che è stata annullata, ha spiegato il direttore dell’Agenzia, Amedeo Gargiulo, perché «ci è sembrato corretto di fronte al lutto dell’incidente in Piemonte». Dove, nella serata di mercoledì, si è verificato uno scontro mortale tra un treno ed un tir, con 2 morti ed oltre 20 feriti. Si è unita al cordoglio per le vittime la Regione Toscana, rappresentata dall’assessore regionale ai trasporti ed infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli: «Quello che è successo a Torino ci riporta a quanto accadde a Viareggio 9 anni fa. Investire in sicurezza ferroviaria è assolutamente imprescindibile e necessario».
Fuori dalla sala “Pegaso” di Palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo, una delegazione delle associazioni “Il mondo che vorrei” e “Assemblea 29 giugno”, con gli striscioni che ricordano le 32 vittime, il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, le responsabilità. Marco Piagentini, presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime, si è intrattenuto all’esterno della sala con Marco D'Onofrio ed Alessandro Laschi, rispettivamente dirigente responsabile del settore amministrazione, affari legali e finanza di Ansf e dirigente responsabile del settore monitoraggio, banche dati e rapporti istituzionali. Gargiulo è passato davanti al presidio ma non si è fermato. Con Piagentini il direttore di Ansf aveva avuto il giorno prima uno scambio di email: la delegazione da Viareggio sarebbe stata ammessa in sala per ascoltare, ma Gargiulo raccomandava di evitare volantini e striscioni, aggiungendo la seguente dicitura: «La invito caldamente a limitare le eventuali dichiarazioni ai giornalisti a quelle strettamente inerenti al tema della giornata». Ovvero i 10 anni di vita di Ansf.
La scelta della delegazione è stata quella di non entrare in sala, rimanendo in piazza Duomo, insieme agli striscioni: «Trovo di pessimo gusto indicarci comportamenti da tenere», è stata la risposta di Piagentini: «Soprattutto considerando che abbiamo sempre dimostrato capacità di comportamenti dignitosi in qualsiasi luogo siamo stati presenti in questi nove anni, nonostante la perdita dei nostri cari». Il presidente de “Il mondo che vorrei”, aggiunge: «Eravamo lì a sottolineare l’importanza dell’Agenzia, e per fare pressioni affinché a questo Ente fondamentale vengano date risorse, personale e sia assicurata la possibilità di lavorare».
Del disastro ferroviario di Viareggio si è parlato ancora, nell’iniziativa di Ansf a Firenze, ricordando (lo ha fatto Gargiulo) la fondamentale importanza del lavoro del Nucleo operativo incidenti ferroviari (Noif) della polizia Ferroviaria, nato proprio all’indomani del disastro ferroviario di Viareggio che ha visto la Polfer emergere sul terreno dei grandi incidenti lungo i binari. Polfer rappresentata, ieri, da Armando Nanei, direttore del Servizio polizia Ferroviaria della polizia di Stato, accompagnato dai membri del Noif Angelo Laurino, Mauro Monti, Marco Napoli (che lo dirige).
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