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Versilia

Caso Caprai, via al processo «Pronta un’altra denuncia»

Caso Caprai, via al processo «Pronta un’altra denuncia»

Domani udienza per la richiesta di risarcimento danni per Palazzo Quartieri ma l’imprenditore umbro annuncia ancora battaglia: ne chiederò il sequestro

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FORTE DEI MARMI. Non si limiterà ad andare in tribunale per l’udienza in cui verrà discussa la sua richiesta di risarcimento danni. Luca Caprai, ideatore dei braccialetti in macramè di Cruciani e fondatore del brand Semiramide, che lo scorso anno avrebbe dovuto aprire il suo negozio a Palazzo Quartieri, domani (giorno in cui è fissata l’udienza) depositerà anche una denuncia per falso in bilancio, sia nei confronti dell’amministrazione Buratti sia di quella attuale, perché «nessuna di loro – dice – ha accantonato come prevede la legge la somma da me richiesta come risarcimento». Cioè: 4 milioni di euro.

Questa perlomeno è la cifra calcolata dalla perizia del commercialista Enrico Pernigotto per il materiale comprato e mai venduto, per i profitti mancati, la pubblicità di un negozio mai esistito, le spese per l’assistenza tecnica, quelle per il bando, per l’acquisto di un ramo di azienda che gli avrebbe permesso lo svolgimento dell’attività, e gli arredi, l’apertura di un nuovo negozio, le imposte sul contratto di locazione. Un sogno commerciale finito tra le carte bollate e poi nel nulla, per cui adesso l’imprenditore umbro cita a giudizio il Comune di Forte dei Marmi, rappresentato dall’ex sindaco Umberto Buratti, chiedendo la restituzione di una cifra a dir poco onerosa.

Dopo un primo rinvio lo scorso febbraio (il Comune non si presentò per quello che secondo l’ente era un vizio di forma) domani si terrà l’udienza in cui il giudice civile dovrà esprimersi sulla legittimità della richiesta di risarcimento danni. Ma la battaglia legale dell’imprenditore umbro non si ferma qui. È pronta anche una denuncia per falso in bilancio che verrà depositata sempre domani in Procura. «È un reato quello che hanno fatto – dice –. Hanno violato la legge non accantonando la cifra. Mi dispiace per i cittadini che, alla fine, sono quelli che ci perdono, ma io devo avere quello che mi spetta». E continua: «Proprio perché non è stata messa da parte alcuna cifra, e visto che potrebbero essere inquinate le prove, chiederò al giudice civile il sequestro cautelativo di palazzo Quartieri fino a sentenza definitiva».

Melania Carnevali

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