Il Tirreno

Versilia

Santini sul caso Libecciata: brutta macchia sul Carnevale

di Donatella Francesconi
Santini sul caso Libecciata: brutta macchia sul Carnevale

L’ex presidente della Fondazione, oggi in consiglio comunale, ricorda: «Feci opposizione nella causa Lippi dando mandato a due legali di Massa»

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VIAREGGIO. «Memore della vicenda Libecciata registrai i marchi “Carnevale di Viareggio”, “Fondazione Carnevale” e “Cittadella del Carnevale”. Ce lo consigliò Publitalia e lo facemmo», ricorda Alessandro Santini, oggi capogruppo di Forza Italia ed ex presidente della Fondazione che si trovò alle prese con il caso Libecciata. «Oggi - continua Santini - non esistono più né la nuova Libecciata, né quella vecchia. Invece resta, nella storia del Carnevale, questa brutta macchia. Si rifletta, dunque, sulla possibilità che un privato ha di registrare un marchio di uso pubblico. Con la sentenza relativa al caso Libecciata, la legge italiana di fatto prevede che uno possa comprare una cosa pubblica, senza bando».

Le parole di Santini arrivano oggi che la vicenda si va a chiudere con il pagamento da parte dell’Organismo straordinario di liquidazione di 172.361,68 euro alla Fondazione Carnevale che si era vista bloccati 400.000 euro dopo che Patrizia Lippi, la quale rivendicava per la propria associazione il marchio “Libecciata” (quello della storica banda del Carnevale) aveva vinto la causa relativa alla proprietà del marchio. Mentre il Comune a Patrizia Lippi deve liquidare 53.777,64 euro per la causa intenta e vinta contestando alla Fondazione due giornata di utilizzo improprio del marchio Libecciata.

«Nel febbraio 2010 arrivò l’ingiunzione da Lippi», ricorda Santini: «Essendo lei dipendente comunale il sindaco Lunardini disse “ci parlo io”. Da sindaco era logico che provasse a trovare un accordo con la propria dipendente. Ma lei fece la sua scelta». Si arrivò così a fine 2010, con la contestazione delle due uscite della banda della Fondazione sotto le insegne della Libecciata: «Il 4 novembre arrivò il precetto - ricorda Santini - e come Fondazione abbiamo subito fatto opposizione, dando mandato agli avvocati Pasquini e Giovannelli del Foro di Massa, che erano stati nominati da Nanni Maglione, presidente prima di me». Insomma, la Fondazione «operò correttamente» e la vicenda si trascinò poi fino al 2016, quando alla guida del Carnevale di Viareggio c’era il commissario Stefano Pozzoli.

Certo, ciascuno può dare una propria interpretazione alla lunga vicenda lega che ha visto contrapposta Patrizia Lippi alla Fondazione. Ma una certezza c’è: il Carnevale di Viareggio ha perso nelle aule dei Tribunali un pezzo portante della propria storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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