Il Tirreno

Versilia

Finiscono nel mirino 152 pensioni d’oro

di Matteo Tuccini
Finiscono nel mirino 152 pensioni d’oro

Sono quelle sopra i cinquemila euro netti al mese 

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VIAREGGIO. Centocinquantadue. Sono le pensioni d’oro che ogni mese finiscono nelle mani di altrettanti cittadini versiliesi. Assegni superiori ai 5.000 euro che adesso potrebbero finire sotto la scure del contratto di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. In cui si parla, appunto, di mettere un limite di 5.000 euro alle pensioni.

Non è la prima volta che si annuncia il taglio degli assegni previdenziali più alti. Sono anni che l’Inps e l’amministrazione pubblica in generale cercano di capire se sia possibile intervenire su quella che sembra una pentola succulenta in cui infilare il cucchiaio. Ma c’è un coperchio che si chiama “diritti acquisiti”, protetti dalle sentenze dei giudici italiani. Che non hanno mai dato il via a una possibilità del genere, ritenendo non corretto togliere dalle mani di un cittadino ciò che gli è già stato riconosciuto dallo Stato. Il fatto è che il taglio alle pensioni d’oro funziona, agli occhi dell’opinione pubblica. E fa titolo sui giornali. Si pensa che non sia giusto che alcuni ricevano così tanto e altri così poco. Ma basta un attimo di riflessione per capire che il ragionamento non funziona. Chi ha versato contributi elevati durante un’intera vita professionale ha diritto a un assegno più alto di chi ha versato poco, per non dire niente, nella sua vita lavorativa. Magari la differenza non deve essere enorme, però non è possibile metterli sullo stesso piano. È giusto, invece, riequilibrare la situazione: ad esempio vedere se chi riceve assegni così alti abbia versato contributi tali da poter accumulare un assegno previdenziale così importante.

Sarebbe questa la volontà del leader Cinquestelle Luigi Di Maio, peraltro espressa anche in campagna elettorale: verificare che non ci siano disparità, cioè che alcuni pensionati ricevano troppo rispetto a quanto già versato. Ma questo non dovrebbe valere anche per gli assegni più bassi, a maggior ragione quando la contribuzione è stata prossima allo zero? Interrogativi che oggi difficilmente trovano risposta. Anche se garantire una pensione minima a chi non ha alcun tipo di sostentamento è una delle caratteristiche di uno Stato sociale come il nostro.

In Versilia, come detto, le pensioni superiori a 5.000 euro sono 152. Ovviamente il maggior numero di assegni erogati è a Viareggio: 70. Seguono Camaiore (28), Pietrasanta (23), Forte dei Marmi (15), Massarosa (11) e Seravezza (5).

Il rovescio della medaglia sono le pensioni sotto i 750 euro mensili. In Versilia, nel 2018, ne vengono pagate 31.847. A Viareggio sono 11.518, a Camaiore 6.622, a Massarosa 4.384, a Pietrasanta 4.518, a Forte 1.544, a Seravezza 2.554, a Stazzema 707. Sempre secondo l’ipotesi, soprattutto targata Cinquestelle, su cui dovrà lavorare il Governo nato dall’intesa tra Di Maio e Matteo Salvini, proprio le pensioni più basse dovrebbero beneficiare di un aumento legato al taglio degli assegni più alti. Un taglio che, secondo le stime dei 5Stelle, porterebbe a un risparmio di 12 miliardi di euro. Cifra contestata, peraltro, da più di un osservatore.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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