Il Tirreno

Versilia

«Troppi camion nel paese» Partono i test anti-rumore

di Tiziano Baldi Galleni
«Troppi camion nel paese» Partono i test anti-rumore

Dopo le segnalazioni dei cittadini di Seravezza, Arpat farà rilievi in quattro punti L’assessore Vené: è un monitoraggio sulla qualità della vita degli abitanti

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SERAVEZZA. Secondo una rilevazione fatta dai residenti seravezzini del comitato Monte Costa, ogni giorno passano nel capoluogo in via Marconi circa di 250 camion. Fra questi ci sono sia mezzi pesanti che scendono dalle cavema anche tir che trasportano merci. Prossimamente il loro impatto sul rumore sarà oggetto di uno studio. L’Arpat installerà uno strumento – a rotazione su quattro strade del comune – per rilevare il rumore che produce il traffico.

L’Agenzia cercherà di capire se vengono superati i limiti dell’impatto acustico. Intanto, a quanto pare, non sarà un monitoraggio fine a se stesso. Non è infatti da escludere che siano messe in atto delle misure. Ad esempio un’ordinanza che limiti il traffico pesante in determinati orari. Qualcosa del genere è ciò a cui mira il comitato Monte Costa, che per primo a fine 2017 aveva presentato un esposto all’Arpat per chiedere una verifica. È dal Comune che però deve partire questa iniziativa. E difatti, dopo la richiesta del comitato, la giunta ha dato il benestare a questa operazione. Da lunedì – tempo permettendo – i tecnici partiranno con le rilevazioni. Saranno effettuate su via Buonarroti e via Monte Altissimo, all’altezza di Riomagno, su via Federigi a Querceta, via Marconi, e via Lombardi nei pressi della Conad. «Abbiamo colto l’occasione per fare questo studio – spiega l’assessore Dino Vené, delegato alla polizia municipale – anche su altre zone di Seravezza. Tutto è partito dalla segnalazione fatta da alcuni abitanti di Seravezza di via Marconi e dal comitato Monte Costa. Lo strumento rimarrà installato nei luoghi stabiliti per circa 48 ore, se il tempo favorevole. È una delle tante attività conoscitive che facciamo sul nostro territorio, e servirà ad avere una campionatura in merito, per la quale abbiamo dato il via libera ad Arpat. È un monitoraggio che guarda alla qualità della vita dei cittadini del nostro territorio, a cui teniamo molto».

Come detto, non è da escludere che l’amministrazione Tarabella prenda provvedimenti, sulla base dei risultati. Azioni urgenti o riguardanti una pianificazione a lungo termine. Vené tuttavia è stato cauto, aggiungendo che è bene attendere gli esiti. «Vogliamo arrivare ad regolamentazione del transito e a verificare il numero massimo mezzi che passano», spiega Silvia Leoni del comitato Monte Costa. Tutta questa azione è comunque collegata alle attività di cava: il loro primo obiettivo rimane quello di ostacolare l’apertura di nuovi siti estrattivi e limitare quelli attivi.

Questo gruppo di cittadini era infatti nato dopo la notizia dell’avvio delle procedure per riaprire tre nuove cave sul monte Costa, il promontorio dietro Palazzo Mediceo. «Perché il degrado di via Marconi ad esempio – conclude Silvia Leoni – deriva anche da un transito pesante non controllato».

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