Il Tirreno

Versilia

Mamma di 42 anni stroncata da una emorragia cerebrale

di Claudio Vecoli
Mamma di 42 anni stroncata da una emorragia cerebrale

Viareggio, Barbara Galanti lavorava in un noto studio di commercialisti: lascia una figlia di dieci anni

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VIAREGGIO. È morta per una emorragia cerebrale che l’ha portata via nel giro di poche ore. Senza che nulla facesse presagire una simile tragedia. Barbara Galanti, quarantadue anni da compiere a luglio, commercialista in un noto studio professionale di Viareggio, se ne è andata così. Vittima di un malore improvviso che non le ha dato scampo. Facendo sprofondare nel dolore il marito e la figlia di appena dieci anni.

Tutto è iniziato all’alba di martedì (15 maggio). Intorno alle sei, prima dell’abituale sveglia mattutina, Barbara si è alzata dal letto per andare in bagno. Forse si rendeva conto che qualcosa non andava, senza per questo immaginare cosa le stesse effettivamente succedendo. Nel tornare in camera, all’improvviso, si è accasciata a terra perdendo conoscenza. Il marito, Nicola Taddei, dipendente di un centro revisioni auto in via di Montramito, si è immediatamente allarmato. Ma all’inizio ha pensato ad un calo di pressione, ad un collasso. Ma ha subito dato l’allarme al 118. Poco dopo un’ambulanza l’ha portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. E qui è venuta fuori tutta la gravità della situazione. Gli esami hanno infatti evidenziato una ampia emorragia cerebrale dagli effetti devastanti. I medici hanno così disposto il trasferimento d’urgenza al reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Livorno, dove Barbara Galanti è arrivata in condizioni gravissime. Nel disperato tentativo di salvarla, è stato tentato anche un delicato intervento chirurgico alla testa, ma che è risultato senza esito. E già nella notte fra martedì e mercoledì la situazione è ulteriormente precipitata. Fino a quando, il giorno successivo, si è definitivamente arresa.

Un dramma, quello di Barbara, che ricorda da vicino quello accaduto a sua madre, morta anche lei a causa di una emorragia cerebrale qualche anno fa, a poco più di sessant’anni.

Nata a Viareggio da una famiglia di origini garfagnine, Barbara Galanti era una donna che divideva la sua vita fra la famiglia, il lavoro e gli animali. Madre di Arianna, una bimba di dieci anni che frequenta la quinta alle scuole elementari delle suore Mantellate, abitava nel tratto di via San Martino più vicino alla Passeggiata. Qui erano venuti ad abitare i genitori molti anni prima, spostandosi dalla Garfagnana (e qui abita ancora il padre Aldo). E qui - in un secondo appartamento della palazzina di famiglia - era rimasta anche dopo il matrimonio con Nicola Taddei.

Sul fronte lavorativo, invece, Barbara aveva portato avanti gli studi di ragioneria. E ormai da molti anni era diventata uno dei perni dello studio di commercialisti Procacci e Mancini in via Vittor Pisani al Marco Polo, proprio alle spalle del Mercato dei fiori, dove era benvoluta da tutti: clienti, colleghi di lavoro e titolari dello studio.

Barbara, però, aveva un’altra grandissima passione a cui dedicava gran parte del proprio tempo libero: gli animali. In casa ne aveva adottati tantissimi: dai pappagalli ai pesciolini. Ma il suo grande amore erano i gatti, uno dei quali negli ultimi anni era riuscito a portare con sé superando le resistenze del marito (allergico ai felini). E quando non si dedicava al proprio, Barbara non esitava a prendersi cura di quelli abbandonati, frequentando i gattili della città e prestando la sua opera come volontaria.

Oltre alla figlia Arianna, al padre Aldo e al marito Nicola, Barbara Galanti lascia la sorella Debora.
 

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