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Affitto troppo alto e il cinema fa causa al Comune
La sala deve pagare circa 100mila euro all’anno L’avvocato: così era stabilito
FORTE DEI MARMI . In Italia, spesso, non si conoscono le mezze misure e si può passare nel volgere di poco tempo da tariffe pubbliche irrisorie a tariffe esorbitanti, senza tener conto di cosa accadrà a chi se le vedrà applicate. Si può riassumere così la vicenda che vedrà presto la proprietà del Cinema Nuovo Lido del Forte davanti al tribunale di Firenze per chiedere l’esclusione della natura pertinenziale dell’immobile che sorge sul viale Achille Franceschi e per la conseguente corretta quantificazione del canone demaniale così come dell’imposta addizionale regionale correlata.
«Da vari anni – ci spiega Giuliano Turri, legale del Comune, che rappresenterà l’amministrazione civica di Forte dei Marmi nel giudizio – questa proprietà impugna i vari canoni demaniali che la Finanziaria del 2007 aumentò in maniera molto rilevante, soprattutto per quelle concessioni dette pertinenziali, applicate cioè ai manufatti su aree demaniali già acquisiti al patrimonio dello Stato. Per molti, quegli aumenti – continua Turri – furono giusti, per altri accettabili, ma per taluni decisamente eccessivi. Tutto sta, come si può ben comprendere, dal tipo di attività che il concessionario svolge nelle pertinenze e quindi alla sua redditività. Nel caso di “pertinenza demaniale marittima destinata ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi” il livello è alto (sembra che per una concessione come quella del Nuovo Lido siano richiesti un centinaio di migliaia di euro l’anno a cui va pure aggiunta un’addizionale del 15% dovuta alla Regione, ndr). Così da anni la proprietà del Cinema Lido impugna questi canoni e nel 2013 ha potuto godere di un intervento in sanatoria che con il 30% permetteva di mettersi in regola. La legge – continua Turri – si disse che andava aggiornata e migliorata, ma poi l’andamento dei vari governi e anche i problemi posti dalla direttiva Bolkenstein hanno di fatto congelato ogni riforma. Così i concessionari pertinenziali come quelli dell’unico cinema cittadino di Forte dei Marmi combattono le loro battaglie per vedersi escludere dalla natura pertinenziale dell’immobile e vedersi, invece, applicare un normale canone demaniale come quello degli stabilimenti balneari. E per chi protesta, rischio non trascurabile, versando una quota ridotta c’è anche il rischio che si avviino le procedure per la decadenza demaniale».
Una vicenda, quindi, delicatissima. A Forte dei Marmi, nel recente passato, la vicenda dei canoni alti applicati a strutture pertinenziali ha anche esempi illustri. Nel 2013, infatti, il Consiglio di Stato scrisse di fatto una nuova giurisprudenza per il caso dell’Immobiliare Versilia di Forte dei Marmi, decisione che fu ribadita poco tempo dopo anche con un’altra sentenza, sempre del 2013, che riguardava il celebre Ristorante “La Barca”. Queste decisioni che ridussero il canone a quello tabellare per le strutture di difficile rimozione (pari, quest’anno a 3, 65 euro al metro quadro, ndr) vennero prese dal Consiglio di Stato per queste due strutture fortemarmine, ma soltanto per il fatto che gli immobili posti su aree demaniali non risultavano ancora incamerati al patrimonio statale. E questa sentenza, poi, ha permesso loro di pagare un canone certamente più abbordabile rispetto a quello che la Finanziaria del 2007 gli aveva attribuito. Per i manufatti incamerati, però, questa riconsiderazione dei canoni non è evidentemente possibile e di sicuro non è avvenuta, così, a questo punto, per la Capo A s. a. s e altri due ricorrenti non resta che il giudizio che si aprirà davanti ai giudici fiorentini.
(r. f.)
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