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Il Salone nautico fa i conti: affari d’oro per i cantieri
Qualcuno ha venduto e festeggiato ed è andata bene anche la biglietteria. Ieri pomeriggio la città ha risposto molto positivamente all’apertura libera
VIAREGGIO. Qualcuno ha festeggiato si è mormorato nel passaparola tra gli stand ed i cantieri fin dal secondo giorno del Versilia Yachting Rendez-Vous, la manifestazione nautica che ha chiuso ieri pomeriggio i battenti salutando la città con un lungo suonare di sirene dalle barche. E, dunque, qualcuno ha venduto. I quattro giorni di allestimenti tra le darsene viareggine sono stati giorni di affari con molti zeri per più di un’attività produttiva. Giornate di tanti che si sono aggirati tra imprese viareggine e standisti arrivati da ogni parte d’Italia rigorosamente in giacca e cravatta, divisa ufficiale di chi è al lavoro sotto il cielo della Darsena segnato dal continuo passaggio degli elicotteri atterrati direttamente sui tetti dei cantieri per sbarcare compratori diretti o loro incaricati. In un turbinio di lingue, dal cinese all’arabo, al russo.
«Anche la biglietteria è andata bene», è l’indiscrezione che arriva da chi è parte dello staff organizzativo. Per i numeri ufficiali, però, bisognerà attendere l’odierna comunicazione che arriverà da Fiera Milano, ente che ha curato l’intero allestimento come pure aveva fatto nella prima edizione.
«Sta andando molto bene», si è lasciato sfuggire un paio d’ora prima della chiusura Pietro Angelini, direttore di Navigo che sul territorio è il referente per l’allestimento del Salone della nautica “made in Viareggio”. Considerazione alla quale fa eco Michela Fucile, imprenditrice dell’accoglienza diportistica e presidente di Confartigianato provinciale: «Ho visto molti ingressi di qualità in un’iniziativa che quest’anno ha messo in evidenza anche le micro imprese. Come presidente di Confartigianato non posso non sottolinearlo».
Per la presidente di Navigo, Katia Balducci, ieri premiata da “Wiste Italia”, ha commentato: «Siamo arrivati alla fine ed è stata una riconferma per quella che l’anno precedente era stata una “start up”. Registro molto entusiasmo tra gli operatori. Ma voglio anche ricordare che un evento così non può crescere in pochi anni». Balducci guarda alla prospettiva sul lungo periodo e spiega: «Non pensiamo comunque ad un evento grande. Il Versilia Yachting deve rimanere un salottino d’eccellenza». Capace di inviare «un buon segnale alla città, come si è visto dai numeri di questi giorni».
Ed anche dall’afflusso di cittadini, e turisti, visto ieri pomeriggio quando il controllo ai cancelli è venuto meno e l’ingresso è diventato libero. Tante famiglie, i bambini con le bandierine italiane in mano, tanti giovani, ed anche un bel traffico che è stato uno dei problemi della Darsena in questi giorni di Salone, e si può decisamente fare meglio anche solo segnalando bene - fin dagli ingressi in città - i percorsi per raggiungere il Salone.
«Che bello vedere la città al nostro stand. E poter offrire un bicchiere è bello» sono le parole entusiaste di Giorgio Campini, imprenditore nautico di Tecnopool che lo scorso anno, dalla pagine del “Tirreno”, aveva lanciato proprio la proposta di una domenica, giorno finale del Salone, aperto a tutta la città.
E se il bar Fappani, tra i più noti della Passeggiata, nei giorni del Salone ha esposto un modellino di una imbarcazione dl marchio Codecasa, forse l’iniziativa potrebbe essere ampliata ai locali più prestigiosi del Lungomare. «Sono convinto che sul cosiddetto “fuorisalone” si possa davvero fare di più», è la riflessione di Carmelo Sgrò, il quale - con l’omonimo studio - ha curato portierato e sicurezza per il Versilia Yachting.
Tante voci, tante esperienze che hanno contribuito alla buona presenza dell’evento, tanti spunti dai quali iniziare a progettare l’appuntamento del prossimo anno.
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