Il Tirreno

Versilia

Il Salone della nautica fa bene al turismo

Il Salone della nautica fa bene al turismo

Oltre mille le camere prenotate negli alberghi della Versilia

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. No, non ci troverete giovani con i pantaloni a vita bassa. Nemmeno coppie in un weekend romantico o gruppetti di adolescenti in giro per shopping. Il Versilia Yachting, almeno per il momento, è un evento di nicchia. Un micromondo di quattro giorni popolato da vip, personaggi legati al mondo della nautica o anche solo interessati, appassionati di motori in acqua, di barche a vela, di arredamenti da mille e una notte. Però quando quel micromondo di migliaia di persone si sposta tutto insieme in una città di 60mila abitanti, succede che si nota. Si notano le auto lucide, le giacche e le cravatte, ma anche i ristoranti pieni, le stanze degli hotel quasi tutte prenotate, il sorriso degli operatori turistici che un evento così lo sognavano da tempo. Gli organizzatori sperano di superare i numeri della prima edizione (circa 18mila) e il traguardo non deve essere così lontano.

Sono più di mille le stanze prenotate negli alberghi della Versilia in questi giorni, quasi tutte a Viareggio. Le prime camere ad andare via sono state quelle degli hotel a quattro e cinque stelle, anche a Forte dei Marmi, dice Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana, «dove l’hotel Principe e l’Imperiale, stanno ospitando decine di persone legate al mondo della nautica». «Quest’anno c’è molta più gente in giro. Vuol dire che ormai l’evento è oliato e può solo che crescere», commenta Elisabetta Bellotti, titolare dell’hotel Garden di Viareggio e presidente di Federalberghi Viareggio. Il suo hotel 3 stelle da 48 camere, lo scorso anno, non aveva preso nessuna prenotazione dal Salone. Quest’anno quasi la metà delle camere è stata occupata da visitatori o addetti ai lavori del Versilia Yachting. La novità di quest’anno è questa: «Lo scorso anno avevano lavorato prevalentemente i 4 e 5 stelle. Quest’anno anche i 2 e i 3 stelle».

Molti addetti ai lavori, sì. Quelli che hanno montato e poi torneranno a smontare. Ma poi in quelle stanze ci sono anche molti visitatori. «Noi per tre settimane saremo completi: prima avevamo gli operai che hanno montato gli stand, ora quelli dei cantieri, dopo torneranno gli operai. Ce ne fossero di eventi così a Viareggio», commenta Maria Rosaria Francavilla, che insieme al marito Tommaso Losavio, gestisce l’hotel Spinelli, l’unico della Darsena. Le loro 25 camere sono tutte occupate dal Versilia Yachting. «A maggio è importante avere eventi così. La concomitanza poi con il Visit Tuscany ha fatto sì che Viareggio abbia fatto bella mostra di sé».

Si potrebbe fare di più, invece secondo Massimo Pistelli, titolare dell’hotel Massimo, un tre stelle piazzato in via Roma in una via interna a metà Passeggiata. Su 7 camere prenotate, nel suo hotel, solo 3 sono occupate da visitatori del Salone della nautica. «E questo non perché l’evento non sia importante – spiega –. Anzi: è stata una bella intuizione. Però il Comune dovrebbe comunicare di più. I soldi della tassa di soggiorno dovrebbero essere utilizzati per promuovere di più il territorio e questi eventi. Viareggio attrae ancora molto, ma bisogna anche chiamarli i turisti. E poi dargli i servizi. Pensate che dalla stazione non si arriva con un mezzo pubblico vicino al mio hotel. Non ci sono autobus. Ecco, il Comune dovrebbe pensare un po’ di più a questi aspetti».

(m. c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera