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La mammografia dopo due anni «Colpa del medico»
Date le condizioni della paziente secondo l’Asl non c’era la necessità da parte del dottore di segnare l’esame
MASSAROSA. Non ci sarebbero le condizioni per fare quella mammografia. Questa la risposta dell’Asl al caso, sollevato dal Tirreno, della ragazza di Massarosa che ha denunciato di dover aspettare due anni per fare un esame. Anzi, la richiesta del medico secondo l’ente sarebbe «inappropriata».
«Riguardo a quanto denunciato da Elena Moriconi sull’impossibilità di prenotare una mammografia in tempi brevi – risponde l’azienda sanitaria in una nota – la Asl Toscana nord ovest sottolinea che esistono percorsi, definiti sulla base dell’evidenza scientifica, in grado di gestire la richiesta delle pazienti nei tempi e con modalità diagnostiche appropriate per tutte le utenti che abbiamo riscontrato un problema senologico».
La donna aveva riscontrato un nodulo sospetto all’altezza del seno, il medico le aveva prescritto un’ecografia che aveva dato risultato negativo ma, per sicurezza e forse per tranquillizzarla, il medico le ha prescritto anche una mammografia. Prenotato ad agosto del 2017, la prima data disponibile era quella di luglio 2019, poi anticipata ad aprile.
Ma secondo l’Asl non c’erano reali motivi perché il dottore richiedesse un esame del genere dopo aver avuto un risultato negativo da un’ecografia: «Svolge un ruolo cardine il medico curante - continua la risposta - il quale sicuramente sa che anche all’ospedale Versilia è attiva la possibilità di prendere direttamente contatto con il reparto per segnalare il caso ritenuto urgente in modo da attivare quella che viene definita “la diretta presa in carico” della paziente alla quale vengono effettuati tutti gli accertamenti necessari per una diagnosi: tre giorni per la richiesta urgente, dieci giorni per quella prioritaria».
Infatti secondo la paziente il nuovo screening sarebbe stato richiesto in via del tutto precauzionale. Ma per l’Asl molti sono i motivi per non farla: «Nella specifica fascia di età della signora - dicono - che peraltro non ha una situazione familiare che farebbe pensare a un alto rischio genetico, non c’è alcuna indicazione all’esecuzione di un esame mammografico in assenza di reperti clinico-ecografici di sospetto».
Infine i sanitari dell’Asl ribadiscono che «per l’erogazione delle radiazioni ionizzanti (in questo consiste l’esame, ndr) deve rispondere sempre anche ad un criterio di giustificazione della necessità di esecuzione e la richiesta di mammografia “per sicurezza” è inappropriata in questa fascia di età se l’esame clinico ed ecografico sono negativi».
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