Il Tirreno

Versilia

Capannina e cinema quei mille ricordi di celluloide

di Gabriele Buffoni
Capannina e cinema quei mille ricordi di celluloide

Trentacinque anni fa fece da set per “Sapore di mare” Gherardo Guidi: «All’inizio dissi no, poi seppi di Virna Lisi...»

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FORTE DEI MARMI. Dici Forte dei Marmi by night, pensi alla Capannina di Franceschi. È un binomio imprescindibile quello che lega il territorio fortemarmino con il locale cardine della movida versiliese diventato uno dei pilastri più longevi - con i suoi 89 anni di età - dell'intrattenimento mondiale. E quest'anno, nella serata di venerdì 1 giugno, si festeggerà un altro anniversario particolarmente importante per la sua storia: i 35 anni dall'uscita nelle sale di Sapore di Mare. Sebbene infatti il locale, da 41 anni sotto la guida della famiglia Guidi, avesse già ottenuto indiscutibile successo sin dalle origini - prima facendosi luogo di ritrovo di nobili ed intellettuali del calibro dei Della Gherardesca, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti e poi ospitando a cavallo degli anni Sessanta-Settanta alcuni tra i più noti nomi della musica italiana ed internazionale (Edith Piaf, Patty Pravo, Ray Charles, Peppino di Capri e Gloria Gaynor solo per citarne alcuni) per non parlare di industriali di grido (su tutti la famiglia Agnelli, di casa a Forte) e sportivi di fama mondiale come il campione dei pesi medi Sugar Ray Robinson - è innegabile che a proiettare, esaltandola, la filosofia di eleganza, leggerezza e vitalità che da sempre sono tratti distintivi della Capannina al grande pubblico è stato proprio il successo ottenuto al botteghino nel 1983 dalla pellicola di Carlo Vanzina.

Capannina da cinema. Il connubio tra la Capannina e il cinema non è tuttavia iniziato con Sapore di Mare ma con un altro film del 1974: Peccato Veniale di Salvatore Samperi. La scena del celebre ballo "cheek to cheek" tra Alessandro Modo e Laura Antonelli sotto gli occhi di Fred Bongusto che intonava "Frida" è d'altronde ambientata proprio tra le mura del locale fortemarmino.

«Già allora - ricorda il patron Gherardo Guidi - la Capannina si dimostrò molto adatta all'approccio con il mondo del cinema. Eppure, quando arrivò la proposta di girare proprio qui Sapore di Mare, fui molto titubante e addirittura rifiutai: non mi piaceva l'idea, per cui dissi di no per più di una volta nonostante mi furono fatte diverse proposte. Alla fine cedetti, ma soltanto perché mi fecero il nome di Virna Lisi: di fronte ad un'attrice come lei dissi di sì e oggi posso dire fortunatamente perché fu un successo clamoroso che portò ulteriore celebrità alla Capannina. Mi ricordo - racconta Guidi - che all'uscita nelle sale andai a vederlo a Firenze. Non andai alla prima ma ad una replica successiva, e nonostante questo la sala piena a metà film era tutta in piedi ad applaudire».

Il mito Jerry Calà. Se sono passati 35 anni da Sapore di Mare, 22 invece ne sono trascorsi da quando per la prima volta Jerry Calà - che di quella pellicola fu tra i protagonisti - calcò il palco della Capannina. «Un sodalizio meraviglioso che proseguirà anche quest'estate - dichiara Gherardo Guidi - e che non manca mai di divertire il pubblico. Quest'alchimia che si crea tra Jerry e la sala è un qualcosa di unico che notai fin dalla prima volta. Dopo oltre 50 anni di esperienza in questo campo, e anche da ex batterista, capii che tra lui e la Capannina sarebbe stato subito amore ed ora, dopo più di 20 anni, posso dire di aver avuto ragione».

Proprio l'ex Gatto di Vicolo Miracoli sarà il mattatore della serata del 1 giugno e si riapproprierà poi, nel periodo estivo, del suo spettacolo del mercoledì sera ormai diventato un must per il locale fortemarmino.

Una filosofia vincente. Il vero segreto della Capannina però non risiede solo nei grandi nomi e nella fama dei suoi ospiti ma nello stile unico che, con Gherardo e Carla Guidi, ha raggiunto la sua espressione più alta. E che anche per quest'anno promette un'estate indimenticabile (anche se ancora non trapelano anticipazioni). «Il mio obiettivo, in tutti questi anni, è stato quello di regalare il sorriso a tutti coloro che sono venuti nei miei locali - spiega il patron Guidi - ora è sempre più difficile, visto i tempi che corrono, ma ogni volta che la gente esce felice gli occhi mi brillano per la commozione. È il bello di lavorare in questo mondo, di domare la notte: io ho sacrificato tanto in questi anni ma non posso negare che mi abbia ripagato con tante soddisfazioni. So che un giorno arriverà anche il momento di dire basta, per ora però mi considero ancora in viaggio. E già sogno un po' il prossimo anno, quando la Capannina compirà i 90 anni. Un traguardo che, credo, pochissimi locali siano mai riusciti a raggiungere nella storia».

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