Il presidio
Deve attendere due anni per fare una mammografia
Ha preso appuntamento per l’esame a luglio scorso Ma il primo giorno disponibile è nel 2019
MASSAROSA. Quasi due anni di attesa per una mammografia. Tanto deve aspettare Elena Moriconi di Piano di Mommio, 31 anni, disoccupata, per capire se quel nodulino al seno è completamente innocuo. Ha preso appuntamento ad agosto dell’anno scorso (nel 2017) e la prima data disponibile era luglio 2019. Elena però non si è data per vinta e, provando a ritelefonare più e più volte nel corso degli ultimi mesi, è riuscita ad anticipare la visita ad aprile 2019. Si parla comunque di venti mesi di attesa per un esame.
«All’inizio dell’anno scorso - racconta la ragazza - sono andata a fare un ecografia perché, tastandomi, sentivo di avere dei noduli gonfi. Da quel primo esame tuttavia non è emerso niente di preoccupante. Per fortuna».
Ma in questi casi la cautela non è mai troppa e infatti «avendo avuto una nonna che è passata attraverso la cura del tumore al seno e avendo una mamma con le cisti al seno - continua - il medico ha preferito richiedere un esame aggiuntivo e quindi mi ha prescritto una mammografia per sicurezza».
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La ricetta non impone una particolare urgenza, questo è da rilevare, ma Elena vive comunque nel timore che quella “cosetta” possa in qualche modo svilupparsi: «Non voglio lamentarmi perché, se è vero che il primo esame ha dato risultato negativo, non vedo perché debbano esserci sorprese - dice - tuttavia credo che sia incredibile che per un esame del genere si debba aspettare così tanto».
L’alternativa sarebbe quella di fare l’esame in un centro privato e pagare la prestazione: «Questo accorcerebbe sicuramente i tempi di risposta - conclude - ma per me è un problema: io sono disoccupata e questi esami sono generalmente molto costosi. Credo che il problema non sia tanto per me: sono giovane e quasi certamente non c'è nulla di male in quel nodulo. Ma mi immagino il caso di qualcuno che, per una qualsiasi ragione, sia sfuggito qualcosa al momento dell’ecografia. Due anni, soprattutto in questi casi, possono fare davvero la differenza».
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