Il Tirreno

Versilia

Veronesi direttore artistico del Pucciniano

Donatella Francesconi
Veronesi direttore artistico del Pucciniano

Il presidente della Fondazione assume l’incarico dopo le burrascose dimissioni di Angelo Taddeo

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TORRE DEL LAGO. Il presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Alberto Veronesi, ha assunto ad interim l’incarico di direttore artistico, dopo le dimissioni di Angelo Taddeo, in carica dal 2015. Veronesi rimarrà in carica, spiega una nota della Fondazione, fino a quando non saranno espletate tutte le fasi del bando già chiuso per la ricerca della nuova figura. «La Fondazione prende atto della decisione irrevocabile di interrompere il rapporto di consulenza del direttore artistico Taddeo, prorogato di recente contestualmente alla pubblicazione del bando per la selezione di un nuovo direttore artistico», così il comunicato diffuso ieri. Con i ringraziamenti a Taddeo «per il lavoro svolto e per la preparazione e firma delle stagioni 2016 e 2017 e per il contributo per la stagione 2018 ormai alle porte».

Taddeo, però, nel chiudersi la porta alle spalle è stato chiaro: «Non riconosco il cartellone della stagione 2018». Insomma, dal palco del Pucciniano, a due mesi esatti dall’apertura, si levano arie sì, ma di tempesta», dichiara Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia in Regione, l’Ente che si è fatto carico del pagamento del mutuo per il Gran Teatro di Torre del Lago. Ed allora, continua Marchetti, «la Regione si attivi con gli Enti locali di governance del Pucciniano per ricomporre le disarmonie. A rischio c’è una manifestazione che è bene collettivo e patrimonio culturale, fonte di prestigio ed economie nel territorio».

Intanto, rende noto Stefano Pasquinucci, capogruppo del Gruppo misto in consiglio comunale, ieri le forze di minoranza (Gruppo misto, Lega, Forza Italia, 5Stelle e Movimento cittadini) hanno protocollato la richiesta di consiglio comunale sulla situazione al Pucciniano.

Sul fronte Partito democratico di Viareggio, il Gruppo cultura scrive: «L' amministrazione comunale, l'assessore alla cultura in primis, dovrebbero renderne conto, insieme al fatto che molti cantanti e direttori d’orchestra presenti nel cartellone del Festival di quest’anno, sono sovrintendenti di teatri che hanno in cartellone il presidente della Fondazione Festival Puccini». Ed è questo il vero nodo: l’andirivieni di Veronesi da teatri che poi inviano i propri artisti al Pucciniano. Sarebbe interessante iniziare a capire i costi, in più o in meno non importa, di queste operazioni.

Il capogruppo Pd in consiglio, Luca Poletti, dichiara: «Le dimissioni di Taddeo e le sue pubbliche dichiarazioni confermano che i ritardi nella presentazione del cast, da noi evidenziato con una interrogazione, erano dovuti a gravi problemi interni. Il nostro Gruppo, nel prendere atto delle dichiarazioni di Taddeo, opererà affinché si possa chiarire cosa sta avvenendo nella gestione della Fondazione sia sul piano organizzativo che artistico-culturale».

Per il Movimento cittadini, Massimiliano Baldini, mette in luce«il bisogno di verificare l'effettiva operatività degli organi della Fondazione che, a quanto si dice, vivrebbero una fortissima e ripetuta conflittualità interna. I contrasti, infatti, si sono ripetuti più volte come sa bene l’ assessore Sandra Mei che ha partecipato ai lavori degli organismi, ed è noto che nel cda è dimissionaria Chiara Benincasa, non sostituita, e che anche altri nominativi in seno al cdi, secondo gli ultimi rumors, sarebbero affetti da forte "mal di pancia". Vi è il rischio che l'effetto domino a livello artistico ed amministrativo paralizzi il Festival».


 

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