Meteo
Ucciso in Passeggiata confermata la pena
La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 14 anni e 10 mesi di carcere per Abdel Kader Fakhar
VIAREGGIO. La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 14 anni e 10 mesi di carcere per Abdel Kader Fakhar, il 32enne di nazionalità marocchina che nel marzo di due anni fa ha ucciso a coltellate in Passeggiata il connazionale Ayoub El Fadili, 26 anni. Fakhar resta recluso nel carcere di Prato: tra tre mesi saranno rese note le motivazioni della sentenza. A quel punto il suo legale, l’avvocato Massimo Landi, deciderà se fare ricorso alla Corte di Cassazione.
Il delitto fu commesso il 10 marzo del 2016 in Passeggiata, di fronte all’Odeon. Una scena terribile, in pieno giorno, davanti a mamme e bambini. Che scatenò un dibattito furibondo sulla città che sembrava sempre più insicura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13109613:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/03/11/news/ammazzato-in-passeggiata-1.13109613]]
Tutto nacque da uno sgarbo, o almeno così ha ricostruito la polizia che ha condotto le indagini. Un quadro che la verità giudiziaria finora sembra aver confermato.
La sera prima del delitto il fratello di Fakhar prende a calci l’auto di El Fadili. Danneggiandola. Come mai? Non è mai stato chiarito. Dietro questa lite, avvenuta di fronte alla stazione, sembra esserci stata una questione di soldi o di droga: El Fadili, racconterà la polizia dopo aver catturato l’assassino, aveva precedenti di spaccio. Fatto sta che dai calci all’auto si passa agli sganassoni. Ed El Fadili fa valere il suo fisico possente, rimandando l’altro malconcio. Un affronto, quello contro suo fratello, che Fakhar intende chiarire a muso duro. Omicida e vittima si sentono al telefono, e si danno appuntamento in Passeggiata nel pomeriggio del giorno successivo. Ma all’appuntamento Fakhar non si presenta a mani vuote. Compra un coltello da cucina in un negozio: ventotto centimetri di cui quindici di lama, una roba da macellai. E quando avviene il regolamento di conti rifila tre pugnalate al rivale. Che non può avere scampo. Poi si dà alla fuga.
La scena, avvenuta nel pieno pomeriggio in Passeggiata di fronte a famiglie e bambini, lascia sconcertata l’intera città. L’omicida viene catturato dalla polizia a Camaiore, dove vive con una compagna. Ha messo il coltello in lavastoviglie per pulirlo. Ma i vestiti sporchi di sangue li ha ancora indosso. C’è una breve colluttazione, ma è chiaro che non può farcela. Dopo l’arresto racconta tutto agli agenti. Da allora è in carcere e lì resterà, per la precisione nell’istituto penitenziario di Prato. Nella sentenza di primo grado il giudice non ha riconosciuto la premeditazione: la Corte d’Appello, confermando la pena, si è mossa su questa falsariga.
El Fadili era sposato con una giovane viareggina, Asia Orlando. La ragazza si è costituita parte civile, così come la famiglia di Ayoub. Per l’omicidio sia a lei che a ognuna delle altre parti civili il giudice di primo grado ha riconosciuto un primo risarcimento – tecnicamente si chiama “provvisionale” di 75.000 euro. (m. t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
