Il Tirreno

Versilia

La Croce Verde piange il “suo” Giovanni Poletti

di Claudio Vecoli
La Croce Verde piange il “suo” Giovanni Poletti

È morto a 73 anni: era il vicepresidente dell’associazione di via Garibaldi ma era soprattutto il presidente (e l’anima) della squadra di calcio

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VIAREGGIO. Una vita per la Croce Verde di Viareggio. Intesa come associazione di volontariato, di cui era vicepresidente. Ma anche come squadra di calcio, di cui era l’anima. Erano queste le grandi passioni di Giovanni Poletti, 73 anni, ex dipendente della Telecom. Erano perché si è dovuto arrendere a quella che si è rivelata la sua sfida più difficile: quella contro una malattia (la leucemia) che non gli ha lasciato scampo. E, una volta manifestatasi, lo ha portato via in poche settimane rendendo vano ogni tentativo di cura.

Giovanni Poletti era una di quelle persone vecchio stampo che si faceva in quattro per gli altri. Nato nel 1945 e cresciuto nella Viareggio dell’immediato dopoguerra, era entrato nella Sip come operaio. E qui è rimasto per tutta la sua vita lavorativa, anche se negli ultimi anni prima della pensione – quando la Sip ha cambiato nome in Telecom – era passato dal settore tecnico a quello amministrativo.

Ma è soprattutto fuori dal lavoro che Poletti si è fatto apprezzare per le sue doti di umanità. Impegnando gran parte del suo tempo libero nella Croce Verde di Viareggio. Naturalmente nelle attività di volontariato, dando sempre la propria disponibilità a dare una mano. Ma in primo luogo diventando il punto di riferimento della società sportiva nata giusto cinquant’anni fa da una delle costole dell’associazione di via Garibaldi. Innamorato del calcio più genuino – quello dei ragazzi che corrono dietro ad un pallone innanzitutto per divertirsi – ha seguito per decenni le sorti della società biancoverde, vedendo crescere sull’erba del campo Basalari (prima alla Migliarina, più di recente al Marco Polo) generazioni e generazioni di giocatori. E, fra questi, anche qualcuno che poi si sarebbe fatto strada nel mondo del pallone. Quasi automatico, poi, che diventasse anche il presidente della squadra.

Da viareggino doc, poi, Poletti era un amante del Carnevale. E nelle domeniche dei corsi mascherati lo trovavi sempre allo stand della Croce Verde in Passeggiata. Giovanni Poletti lascia la moglie Anna Maria, le figlie Sara e Lara e i nipoti Francesca e Gabriele.
 

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