Il Tirreno

Versilia

Pucciniano, si dimette il direttore artistico

di Donatella Francesconi
Pucciniano, si dimette il direttore artistico

Angelo Taddeo lascia e dice la sua: «Mi dissocio dal cartellone 2018» Lo scontro sul cast, il rapporto con il presidente Veronesi, il futuro del Festival

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TORRE DEL LAGO. Dimissioni, ieri, per il direttore artistico della Fondazione Festival Pucciniano, Angelo Taddeo, in carica dal 2015 con l’avvento della presidenza di Alberto Veronesi su nomina del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Il nodo è quello del cast per la stagione lirica che inizierà a luglio, ma non solo: «Sono stati cambiati tutti i direttori d’orchestra e tutti i ruoli principali che, nel corso del mio lavoro, avevo condiviso con il presidente». A Veronesi che, intervistato dal “Tirreno”, ha invece dichiarato che il 70% del cast approvato dal cda del Pucciniano nei giorni scorsi è quello proposto da Taddeo, l’ex direttore artistico risponde secco: «Il 70% cui fa riferimento Veronesi è relativo ai comprimari, ruoli che vengono dati ai ragazzi dell’Accademia della Fondazione, che pagano per i corsi e così recuperano anche le spese». Il risultato è irrevocabile: «Mi dissocio da questo cartellone». Cartellone nel quale, continua Taddeo, «mi sono ritrovato “Carmen” e “Trovatore” (titoli non pucciniani, ndr) che poi sono scomparsi perché nessuno acquistata i biglietti. Senza contare e mi hanno tenuto fuori anche dalle scelte sugli allestimenti».

A muovere la scelta di Taddeo anche il fatto di aver «preso impegni “morali” con alcuni tra i più grandi artisti che oggi mi trovo a non poter onorare». Tra i nomi che l’ex direttore artistico racconta di aver contattato per la stagione 2018 del Festival in riva al lago, anche quelli di Giuliano Carella «direttore di fama internazionale», il tenore Fabio Sartori, il baritono Lucio Gallo «che quest’anno debutterà al Metropolitan», e molti altri. «Hanno anche detto», aggiunge Taddeo, «che ho sforato il budget assegnato che era di 530.000 euro. Non è vero. ma anche se così fosse stato io ho protocollato il cast anche in Municipio il lunedì ed il cda si è tenuto il mercoled’: c’era tempo, insomma, per l’eventuale obiezione e per effettuare gli eventuali tagli necessari».

Alla domanda del “Tirreno” sui motivi che possono aver portato alla situazione da lui denunciata («ho trascorso 4 mesi da scomodo»), Taddeo risponde: »Non vogliono un direttore artistico, è una figura scomoda». Eppure, «c’è invece un gran bisogno di dare una svola al Festival che rappresenta Puccini nel mondo. Un Festival che non attira più la grande critica» e per il 2018 «ha scelto di affidarsi a tanti nomi dell’Est Europa». Nello scambio ormai consolidato tra Alberto Veronesi ed il Festival torrelaghese che il 14 maggio saranno a Belgrado con Tosca, tanto per citare un solo “scambio”, e poi ci sarà Butterfly a Bucarest ed i direttori di entrambi i teatri saranno poi al Pucciniano. «Bisogna lavorare», sono le parole con le quali Angelo Taddeo lascia il Festival, «per attirare grandi registi e portare grandi nomi di respiro internazionale. E voglio sottolineare che sono stato io a creare il rapporto con il Festival di Savollina (in Finlandia, ndr), rapporto che il Pucciniano cercava di avere da dieci anni, diversamente da quanto dichiara il presidente Veronesi rispetto al fatto che fossero dieci anni che il Pucciniano veniva invitato».

Uscito di scena il direttore artistico, l’annuncio che i capigruppo di minoranza in consiglio comunale (lega, Movimento cittadini, 5Stelle, Forza Italia, Pd e Gruppo misto) protocolleranno protocolleremo «una richiesta di consiglio comunale urgente per discutere, in sede di massima assise cittadina, quanto sta succedendo al Pucciniano», come scrive Massimiliano Baldini.

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