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Allarme nella pineta di Viareggio, polpette riempite di chiodi per i cani

Claudio Vecoli
Allarme nella pineta di Viareggio, polpette riempite di chiodi per i cani

L’allarme è scattato quando in Pineta di Levante, non lontano dallo stadio dei Pini, è spuntata la prima polpetta mortale

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VIAREGGIO. L’allarme è scattato quando in Pineta di Levante, non lontano dallo stadio dei Pini, è spuntata la prima polpetta mortale. Non avvelenata, visto che nel bocconcino di carne lasciato dove scorrazzano liberamente i cani non c’era traccia di sostanze tossiche. Ma che, se ingerita, avrebbe seriamente rischiato di uccidere chi se la fosse mangiata, visto che al suo interno erano stati nascosti ad arte una manciata di chiodini di metallo. Capaci di perforare stomaco e intestino. E provocare una lenta (e atroce) morte.

Un vero e proprio agguato. Ma non l’unico. Perché quando è stato scoperto il primo bocconcino, la voce si è subito diffusa fra i proprietari dei cani che frequentano quella zona per far fare una sgambata in tutta tranquillità ai loro animali. E fra l’erba alta e i cespugli della Pineta di Levante sono spuntate altre esche contenenti chiodi.

L’inquietante serie di polpette ad alto rischio ha naturalmente allarmato chi frequenta abitualmente la zona dello stadio dei Pini per le sgambate dei propri cani. Che hanno cominciato un vero e proprio passaparola allargato poi anche ai veterinari che vivono e lavorano nella zona. In modo che chi porta in giro i propri animali faccia particolare attenzione a ciò che trovano.

Resta invece da capire chi e perché abbia disseminato la zona della Pineta con i bocconcini di carne ripieni di chiodi. Visto che l’area dove sono state ritrovate il maggior numero di polpette incriminate è quella fra lo stadio dei Pini e il viale dei Tigli, c’è chi avanza il sospetto che a mettere in giro le esche sia qualcuno a cui disturba la presenza di persone che portano i loro cani nella zona. E, in primis, clienti e venditori di droga che utilizzano la parte della Pineta di Levante più vicina all’abitato come mercato dei loro traffici illeciti. Ed è per questo che alcuni lanciano un appello alle forze dell’ordine affinché facciano vedere la loro presenza nella zona.

 

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