Il presidio
Le dà un pugno allo stomaco dopo la rapina: condannato
Viareggio, mette ko un'addetta del supermercato che aveva cercato di fermarlo e poi si ribella ai carabinieri che lo arrestano
VIAREGGIO. È entrato nel supermercato e ha fatto la spesa a modo suo: un trancio di tonno fresco, una bottiglia di limoncello e una confezione di lamette. Tutto infilato sotto il giubbotto, evitando di farsi notare e guadagnando l’uscita. Ma quando un’addetta alla sicurezza del supermercato l’ha notato, bloccandolo, lui non ci ha pensato due volte. Le ha rifilato un pugno allo stomaco degno di un pugile, che l’ha praticamente piegata in due.
Un’aggressione brutale, quella compiuta da un uomo di nazionalità marocchina, Hicham Mimi. Che è stato intercettato e arrestato subito dopo dai carabinieri, a cui si è anche ribellato. Per questo episodio il giudice del tribunale di Lucca lo ha condannato a due anni di carcere, con la misura cautelare degli arresti domiciliari.
La rapina con aggressione è avvenuta pochi giorni fa al supermercato Pam di largo Risorgimento, ma è emersa soltanto dopo la sentenza di condanna emessa dal tribunale. Secondo la ricostruzione nel processo a cui è stato sottoposto l’uomo, assistito dall’avvocato Marco Taddei, tutto sarebbe iniziato in una maniera abbastanza comune nei supermercati: il furbetto di turno che si mette la roba sotto il giubbotto e cerca di farla franca. Ma l’addetta alla sicurezza della Pam se ne accorge. Intimandogli di consegnare la merce rubata. Lui reagisce e le rifila un cazzottone allo stomaco, mandandola ko. Poi si dà alla fuga.
La donna riesce a chiedere aiuto, nel supermercato ci si attiva subito per soccorrerla e chiamare i carabinieri, oltre che il 118. L’addetta finisce al pronto soccorso all’ospedale Versilia, dove non avrebbero riscontrato problemi gravi causati da un colpo così brutale e a tradimento. Nel frattempo i militari, aiutati dalla descrizione fornite loro, individuano l’uomo a poche centinaia di metri dal supermercato. E l’arrestano, dopo che lo stesso ha fatto non poca resistenza.
Finito in tribunale, l’uomo è stato condannato a due anni di carcere e agli arresti domiciliari. (m.t.)
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