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Nuovi test più efficaci sulla pulizia del mare
Basteranno 4 ore, e non più 24, per capire se l’acqua è sporca
VIAREGGIO. I controlli di Arpat sulla pulizia del mare della Versilia diventano più veloci. Ma soprattutto più efficaci. Grazie a un progetto sperimentale dell’agenzia regionale, già dopo 4 ore – invece delle canoniche 24 – i risultati delle analisi sulla qualità delle acque mostreranno l’eventuale presenza di inquinanti. In particolare se ci siano batteri che si trovano nell’intestino umano, e che sono la spia di liquami provenienti da scarichi fognari. A quel punto il Comune di riferimento potrà far scattare subito il divieto di balneazione. Evitando, così, un’attesa eccessiva che alla fine possa annullare l’effetto del divieto stesso.
Fino ad oggi il risultato delle analisi arrivava a 48 ore dal campionamento. Ma eventuali sforamenti dei limiti di batteri nell’acqua erano evidenti dopo 24 ore. Fatto sta che l’eventuale divieto di balneazione veniva emanato oltre un giorno dopo i controlli di Arpat. Un ritardo che ha sempre fatto storcere la bocca un po’ a tutti, bagnanti in primis. Che si ritrovavano il cartello in spiaggia, magari dopo aver fatto il bagno per ore nella giornata precedente. Ora le cose dovrebbero cambiare.
La novità nella prossima campagna di controlli è stata presentata ieri dai tecnici dell’agenzia. «La responsabile del settore mare Gioia Benedettini – si legge in una nota di Arpat – ha illustrato, per la prima volta, il nuovo metodo analitico sperimentale basato sulla tecnica di biologia molecolare, in grado di produrre i risultati in appena 4 ore, riguardo ad uno dei due parametri, gli enterococchi intestinali, utilizzati per valutare l’idoneità delle acque di balneazione. A partire da questa stagione balneare, questo ulteriore servizio fornito da Arpat potrà essere di supporto ai sindaci nel momento decisionale. Quando, nei casi di inquinamento presunto, si debba o meno adottare ordinanza di divieto di balneazione».
Questo sistema, che tra l’altro analizza persino il Dna degli enterococchi, dovrebbe migliorare la tempistica degli eventuali divieti. Nella speranza, ovviamente, che questi non arrivino mai. Tutto dipenderà dalla quantità di pioggia che scenderà sulla Versilia, portando fino al mare la sporcizia di fossi e fiumi, dove confluiscono scarichi fognari che non dovrebbero esserci: alcune settimane fa, proprio dopo alcuni giorni di pioggia, inevitabili sono scattati i primi divieti sul mare. Anche se la stagione turistica non è ancora partita e gli operatori hanno fatto buon viso a cattivo gioco. La stessa Arpat, nella relazione sulla qualità delle acque misurata nel 2017, spiega a proposito della Versilia che i risultati migliori dei campionamenti dell’anno scorso sono dovuti semplicemente alla riduzione delle piogge.
Nell’attesa che si completi la rete fognaria, difficilmente prima di un anno o due, anche per il 2018 si resta appesi al meteo. Perché la sperimentazione dell’acido peracetico, che avrebbe dovuto disinfettare i corsi d’acqua, è stata sospesa. L’Istituto superiore di sanità ha sconsigliata l’uso del peracetico nei fossi. Mentre Arpat non si espone, parlando di «risultati in corso di valutazione», ma anche di «numerosi inconvenienti tecnici».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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