Il presidio
Festival Puccini 2018: «Quattro titoli mai visti»
Il presidente della Fondazione, Alberto Veronesi, annuncia le novità E la Tosca avrà la regia di Giancarlo Del Monaco, figlio del grande tenore Mario
TORRE DEL LAGO. Una Tosca che porta la firma di Giancarlo Del Monaco, regista dal calibro internazionale con più di cento titoli portati in scena in sale prestigiose, figlio del celebre tenore Mario del Monaco: è una delle punte della stagione lirica del Festival Pucciniano. «Quella firmata da Del Monaco», spiega al “Tirreno” il presidente della Fondazione, Alberto Veronesi, «sarà una Tosca che avrà una proiezioni psicologica/psichiatrica dei personaggi». Giovedì sera il consiglio di amministrazione di una Fondazione attraversata da bracci di ferro e più di una tempesta ha detto “stop” sui nominativi del cast. «Un 70% sono quelli proposti dal direttore artistico Angelo Taddeo», continua Veronesi. Il quale ha imposto la propria volontà sulla direzione del “Trittico”, così che Beatrice Venezi, cui è stata proposta la direzione della Turandot che porta in scena il Teatro di Tbilisi (dove Venezi ha già diretto), non compare nel cast.
«Il cast ci ha dato la conferma di artisti importanti», tiene a sottolineare Veronesi: «Martina Serafin, Amarilli Nizza, Murat Karahan, Carlos Almaguer, solo per citarne alcuni». Oltre al cast a Veronesi preme sottolineare «l’orgoglio che ci dà presentare bel otto titoli, “Trittico” compreso, dei quali 4 non si sono mai visti a Torre del Lago, e che si sommano al progetto dedicato al compositore viareggino Giovanni Pacini ed al suo “Il convitato di pietra”, unico titolo non pucciniano in un progetto che coinvolge anche Villa Paolina». Pacini che di Paolina Bonaparte fu l’ultimo grande amore, al tempo musicista famosissimo, molto più giovane di lei e decisamente molto meno innamorato.
Sarà anche la stagione della coproduzione, decisamente allargata, con la Georgia ed il suo Teatro di Tbilisi. Torre del Lago ci guadagna la riduzione dei costi («si dimezzano», dicono alla Fondazione), ed intanto l’orchestra della Fondazione Festival Pucciniano per un certo numero di spettacoli si trasferisce in Finlandia, all’Opera Festival di Savonlinna. «È una vetrina per l’eccellenza mondiale», spiega Veronesi: «Da tanti anni ci chiedevano di partecipare, ed abbiamo ritenuto che partecipare fosse, nella politica di immagine, significativo e positivo per i conti, visto che portiamo a casa un utile». Punta sulla vendita del prodotto in riva al lago il presidente Veronesi: «Faremo una lunga tournée in Turchia, che ci vedrà toccare Istanbul, Ankara, Efeso, ed altre tappe». Ed ancora tournée in Cina (a gennaio), in Giappone (a Kyoto con Tosca) «ed i contratti sono già firmati».
Perché, prosegue Veronesi, «vendere è fare attività economica a favore della Fondazione che sta pagando i debiti. Ed oggi è in grado di garantire il pagamento degli artisti a sei mesi, cosa che prima non avveniva. Ancora qualche anno di questo regime ed il festival crescerà».
I numeri, per la stagione che si aprirà da qui a poco, sembrano buoni nelle dichiarazioni del presidente della Fondazione: «Siamo a più 2,000 prenotazioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».
L’ultima questione è quella del direttore artistico dall’incarico rinnovato solo con una lettera del presidente e con il quale è in corso un tira e molla sul compenso di poche migliaia di euro: «Un revisore dei conti», sono le parole di Veronesi, «mi ha detto che è atto amministrativo a tutti gli effetti anche la mia lettera».
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