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Chiusa per ristrutturazione la ferrata del Monte Procinto

di Tiziano Baldi Galleni
Chiusa per ristrutturazione la ferrata del Monte Procinto

Dal 10 al 25 maggio verrà sostituita completamente l’attrezzatura che permette l’ascesa e la discesa in sicurezza lungo l’itinerario alpinistico

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STAZZEMA. L’ultima salita sulla ferrata del monte Procinto, prima della ristrutturazione, la faranno 9 turisti provenienti dalla Svezia. Avevano organizzato l’escursione a settembre 2017, insieme alle guide locali. Poi gli alpinisti del Cai, insieme a un’impresa specializzata, metteranno mano al percorso attrezzato, il più antico d’Italia. La ferrata fu inaugurata il 29 giugno 1893. Ha un dislivello di 170 metri e 265 scalini scavati nel monolite roccioso, davvero originale, che si trova sopra il paese di Stazzema. La ferrata rimarrà chiusa dal 10 al 25 maggio. Il Cai di Firenze, che gestirà tutta la fase, ha già ottenuto il nulla osta dal Parco delle Apuane in occasione dei 150 anni di fondazione della sezione.

«I lavori – ha spiegato Alfio Giuseppe Ciabatti, presidente del Cai Firenze – consisteranno nella sostituzione completa dell’attrezzatura che permette l’ascesa e la discesa in sicurezza. È già stato trasferito sul posto il materiale con l’elicottero. In quei giorni i tecnici dell’impresa e circa 5 nostri volontari faranno base al Rifugio Forte dei Marmi». Il costo dell’intervento è di 16 mila euro. Provengono una parte dalla sezione Cai di Firenze, c’è un contributo dal Parco delle Alpi Apuane, e del Gruppo regionale toscano del Cai.

Una ferrata non è altro che un itinerario alpinistico in cui c’è un corrimano sul lato che serve per reggersi e per mettersi in sicurezza. Per percorrerlo sono necessari caschetto, imbracatura, kit di dissipazione e sistema di cavi in nailon con moschettone. È essenziale anche non soffrire di vertigini. Ci sono dei punti molto ripidi, e a sbalzo. La parta alta del panettone di roccia in cui si arriva è quasi 1200 metri di altezza.

«Il percorso è ancora agibile – spiega Ciabatti – ma le catene hanno 40 anni e si è deciso di sostituire tutto: cavi e catene, con cavi in acciaio inox e i ferri fissati alla roccia applicati con resine epossidiche e altri accorgimenti per ridurre la possibilità di farsi male. Tutto in linea con le moderne tecniche». Insomma, sarà un intervento spettacolare, essendo in quota. Di quelli che si vedono di rado. Un lavoro all’altezza di un’opera tanto antica quanto amata da escursionisti e appassionati della montagna: a migliaia ogni anno, italiani e stranieri, la frequentano.

«La prima salita del Procinto fu effettuata nel 1879 da alpinisti della Sezione di Firenze del Club Alpino Italiano - descrive Ciabatti - il monolite angusto e scosceso, fu salito per la prima volta probabilmente nel 1848 da alcuni boscaioli anche se non si hanno notizie certe, ma la prima ascensione alpinistica vera e propria fu compiuta dalla figura leggendaria dell’ing. Aristide Bruni il 17 novembre 1879 di Milano trasferitosi a Firenze. Era accompagnato per l’occasione da Bruni e Dinelli. Nell’impresa furono impegnati i migliori arrampicatori di rocce di Pruno, Efisio e Giuseppe Evangelisti, con l’aiuto guida A. Bertolozzi di Pontestazzemese e un abile capo minatore».

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