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Sensi di colpa, poco appetito e poco sonno: è la depressione
Il male oscuro colpisce di più le donne e si fa sentire soprattutto in primavera
PISA. Come affermava Indro Montanelli che ne soffriva, la depressione è una malattia “democratica”, perché colpisce individui di varia provenienza e intelligenza, anche se una particolare suscettibilità agli eventi vitali, una certa sensibilità al giudizio e alla critica, alterazioni, in un senso o nell'altro dell'empatia, possono predisporre allo sviluppo di quadri post-traumatici e di disregolazioni dell'umore, a seguito di eventi stressanti. Il male oscuro, così lo definisce in un romanzo biografico lo scrittore Giuseppe Berto, è anche una delle prime cause di assenza dal lavoro e sembra ne sia affetta 1 persona su 10. Spesso, per mancanza di educazione al sintomo psichiatrico, la depressione, che con farmaci mirati si può controllare, non è prevenuta, riconosciuta, trattata. Lo spiega in una guida la professoressa Liliana Dell'Osso, direttrice della clinica psichiatrica dell'università di Pisa.
1) Come si manifesta la depressione?
Ce ne sono di molti tipi e ognuno insorge in modo diverso. Tutti però portano a un cambiamento significativo delle abitudini, associato alla presenza di sentimenti di umore depresso e/o perdita di piacere e interesse verso ogni cosa. Il campanello d'allarme della presenza di un vero e proprio disturbo depressivo, invece che di una “semplice” demoralizzazione non patologica, è dato da alterazioni del sonno, dell'appetito, del movimento (rallentamento e talvolta agitazione). Può dar vita a sentimenti di vergogna, colpa, rovina che assumono la forma di credenze incontenibili, con perdita di contatto con la realtà.
2) Si può prevenire?
Certo. I disturbi dell'umore sono soggetti a familiarità. Al di là di indicazioni che valgono per tutti - evitare di esporsi ripetutamente a situazioni stressanti e tenere ritmi di vita regolari, dormendo un adeguato numero di ore e facendo attività fisica- diversa è la questione per gli individui a rischio, con precedenti nella propria storia medica o in famiglia, o con presenza di altri disturbi psichici. In questi casi un contatto con lo specialista e, se serve, un trattamento psicofarmacologico preventivo mette al riparo pure da ricadute.
3) Colpisce di più le donne o gli uomini?
Le donne. Gli importanti mutamenti ormonali dell'organismo femminile, infatti, possono, in soggetti predisposti alterare la neurofisiologia cerebrale e agevolare la comparsa di un episodio depressivo nell'ambito di un disturbo dell'umore. Nel post-partum, per esempio, la mancanza di sonno e le aumentate richieste ambientali costituiscono un ulteriore fattore stimolante, che si somma a quello ormonale. È fondamentale perciò che le donne ricevano supporto dai familiari nella gestione del neonato e che possano mantenere un adeguato riposo notturno.
4) In primavera e in autunno é più facile ammalarsi?
Esiste una stagionalità, la cui forma più classica è quella che vede la presenza di episodi depressivi nell'autunno e maniacali o ipomanicali in primavera/estate. Ma non sempre questo schema viene mantenuto. In ogni caso i cambiamenti di stagione (in particolare il passaggio dall'estate all'autunno e dall'inverno alla primavera) sono i momenti più a rischio.
5) È vero che alcuni farmaci favoriscono l'insorgere della depressione?
No. I farmaci, al contrario, permettono al soggetto di essere se stesso, eliminando i sintomi del disturbo psichiatrico che ne alterano i processi affettivi e cognitivi. Naturalmente, come per i farmaci di medicina generale, possono esserci effetti collaterali, in genere contenuti e non rilevanti rispetto al beneficio. Oggi abbiamo a disposizione farmaci di nuova generazione, che se adeguati nelle dosi e utilizzati in modo mirato, sono ben tollerati e non alterano la vigilanza o le capacità di attenzione.
6) I depressi sono a rischio suicidio?
Sì. Se non correttamente trattati, i disturbi dell'umore presentano in tal senso un alto rischio. Il momento più critico è il passaggio da una fase all'altra o gli stati misti, in cui all'idea depressiva si associa l'impulsività e l'accelerazione psicomotoria contropolare. Esiste però anche una familiarità e nei pazienti con disturbi dell'umore e un'anamnesi familiare positiva per suicidalità il rischio è molto elevato.
7) Si può guarire?
Si tratta di una patologia paragonata più all'ipertensione e al diabete mellito che all'influenza. E, come nel caso di queste malattie, non si “guarisce” in senso stretto, anche se i sintomi e il progredire della patologia si possono tenere sotto controllo con una terapia farmacologica, che nelle fasi di mantenimento si può somministrare anche a basso dosaggio, minimizzando i possibili effetti collaterali. In questo modo le ricadute non si ripresentano e il depresso può condurre una vita normale».
8)Le cure per la depressione hanno costi elevati?
La malattia è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale, ma spesso sono necessari numerosi ricoveri, controlli medici regolari e una terapia farmacologica in modo continuativo, nonché periodici prelievi ematici. Tutte cose costose ma evitabili con un'accurata prevenzione.
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