Il presidio
Il Pd sul bilancio non partecipa al voto
Poletti: che fine ha fatto il concordato fallimentare annunciato per la Viareggio Patrimonio?
VIAREGGIO. È un capogruppo Pd che si presenta con in mano i numeri dell’Organismo straordinario di liquidazione - l’organismo di nomina ministeriale che “governa” i conti del Comune anti dichiarazione del dissesto, nel 2014 - il Luca Poletti che ieri ha guidato il gruppo verso la non partecipazione al voto sul bilancio consuntivo 2017. «Dovrà essere rivista la delibera di conferma della proposta di modalità semplificata di liquidazione, visto il nuovo quadro». Rispetto ai conti proposti nell’autunno dello scorso anno dal Comune, per esempio - sottolinea Poletti - «si sono superati i 10 milioni di recupero residui attivi a fine 2017, là dove nelle delibera di prevedeva zero. Credo che quell’atto vada rimodulato rispetto al quadro presentato lo scorso anno».
Quel 2017, ha ricordato Poletti, che ha visto il sindaco Giorgio Del Ghingaro annunciare «un gruppo di lavoro sull’ipotesi di concordato fallimentare per salvare i beni della Viareggio Patrimonio, e dell’informazione costante al ministero. Tutto ciò era un punto qualificante della relazione del sindaco nel 2017». Insomma, è il quesito, a che punto siamo oggi che anche la piscina comunale è ufficialmente in vendita?
«In questi anni la spesa dell’Ente», continua Poletti, «è stata mirata solo a quelle che sono attività essenziali dell’ente. E l’attività dell’Organismo straordinario di liquidazione, che abbiamo avuto modo di vedere, ha dato risultati significativi per quanto riguarda l’opportunità di chiudere partita nel corso dei 5 anni, come previsto dalla normativa di legge». Uno scenario nel quale il Partito democratico aveva scelto la strada di «una disponibilità all’astensione», in occasione del voto sul consuntivo 2017. «Ma ma ci troviamo in seria difficoltà come gruppo rispetto alla gestione delle attività consiliari in essere», ha detto Poletti in consiglio: «In particolare per quanto riguarda i tempi della relazione dei sindaci revisori, e non è la prima volta che accade, arrivata nella stessa mattina del consiglio. E si tratta di un documento che dovrebbe essere consegnato nei venti giorni precedenti il consiglio. Senza contare una gestione della stessa Conferenza dei capigruppo e della gestione del consiglio per cui stabiliamo un ordine del giorno del consiglio e poi arriva una valanga di aggiuntivi, con commissioni convocate anche un’ora prima del consiglio. Su questo siamo davvero in difficoltà». (d.f.)
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