Il presidio
Del Ghingaro: i conti tornano Comune pronto a spendere
Approvato il bilancio consuntivo 2017. Per chiudere il dissesto sono disponibili altri finanziamenti del ministero ma l’amministrazione vorrebbe non prenderli
VIAREGGIO. Un bilancio consuntivo per il 2017, quello approvato ieri in consiglio comunale, caratterizzato da «trasparenza, correttezza contabile e finanziaria», nelle parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Un bilancio, per dirla con l’intervento della consigliera Gloria Puccetti (lista Del Ghingaro) per il quale «ora i conti iniziano ad avere un ordine». In una città in cui «avevamo a che fare con bilanci finti, dove abbiamo sentito di residui attivi che erano farlocchi», aggiunge Puccetti nell’esprimere il proprio voto favorevole. In una Viareggio che oggi - lo ha sottolineato ancora Del Ghingaro - dal punto di vista dei bilanci comunali fa ancora i conti con un disavanzo da 33 milioni «causato dal mancato accantonamento negli anni passati in prevalenza di fondi che dovevano essere accantonati». Un quadro che guarda al futuro - è la prima, inevitabile riflessione - portandosi dietro un fantasma: quello delle responsabilità contabili e penali che non si sono cercate, nonostante il lungo elenco di rilievi penali contenuto nella agghiacciante relazione dell’ispettore del ministero (era il luglio 2014).
Il secondo tema che ha tenuto banco, ieri, nell’illustrazione dell’atto di bilancio da parte del primo cittadino è stato quella della chiusura del dissesto. Il ministero ha già concesso un mutuo da 13 milioni, già versati all’Organismo straordinario di liquidazione che “amministra” i conti del Comune ante 2014. «All’inizio - ricorda Del Ghingaro - erano previsti 22 milioni nel 2017 e 22 nel 2018. Fortunatamente il gran lavoro effettuato dall’Osl e dall’amministrazione la necessità si è ridotta dai 44 iniziali ai 13, più niente mi auguro». Anche se - così ha esordito in consiglio il sindaco stesso - «la richiesta che ci sta facendo l’Osl oggi è di 5 milioni da mettere a disposizione, e noi ce l’abbiamo, ma abbiamo chiesto un altro finanziamento di 13 milioni ed ministero ci ha confermato – il decreto è alla firma della Corte dei Conti – che per Viareggio sono a disposizione 20 milioni. Noi vorremo, però, non prendere niente». Anche perché si tratta pur sempre di mutui che inchiodano il Comune ad una restituzione nell’arco di vent’anni.
Terzo punto centrale, e strettamente collegato agli altri due, del confronto ieri in consiglio comunale, quello della riscossioni: «Abbiamo una serie di residui da riscuotere derivanti da imposte e tributi che andiamo a chiedere ai cittadini per circa 40 milioni di euro», sono le parole di Del Ghingaro. Considerando quanto da recuperare, ha spiegato il sindaco «dovevamo accantonare circa 8 milioni per stare dentro la normativa, ma abbiamo portato la cifra a 28. Qualora accertassimo che il sistema di riscossione funziona, saremo in grado già nel 2018 di svalutare il fondo e portarlo ai limiti di legge, così che il disavanzo diventerebbe di circa 10 milioni, colmabile con 2-3 operazioni contabili. Così per il 2018 monitoriamo stretto il sistema di riscossione ICare, sollecitando ogni giorno la società partecipata».
Su queste basi, Del Ghingaro guarda scalpitando al 2019, penultimo anno di mandato: che si ricandidi al Municipio o passi la mano ad un “delfino” per proseguire altrove la propria esperienza politica, lo scenario che disegna è così sintetizzato: «Penso ad investimenti, alle opere pubbliche, alle nuove assunzioni. Insomma siamo tornati alla “normalità”, che a Viareggio è sempre, in ogni caso, straordinaria».
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