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Le cinture dell'autobus sono rotte, salta la gita

Le cinture dell'autobus sono rotte, salta la gita

I 19 alunni della quinta elementare Rodari dovevano partire per San Galgano e tornare la sera ma dai controlli della polizia municipale sono emerse irregolarità. Il preside: non pagheremo la ditta

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QUERCETA. La trepidazione per la gita di fine anno scolastico si è trasformata il 26 aprile, per i 19 alunni della classe quinta della scuola elementare Rodari di Querceta in una cocente delusione. Anche perché è stata annullata ancor prima di accendere i motori. A negare il nulla osta è stata la polizia municipale che durante un controllo ha rilevato sul mezzo – un autobus da 33 posti dell’agenzia Capa Viaggi della provincia di Massa-Carrara – alcune irregolarità. La scolaresca sarebbe dovuta partire ieri mattina intorno alle 7 alla volta di San Galgano per visitare l’abbazia, l’eremo di Montesiepi e la necropoli etrusca di Rosia prima di fare ritorno in giornata, intorno alle 19. I giovanissimi studenti, invece, non hanno mai lasciato il parcheggio antistante il supermercato Eurospin (scelto come luogo di ritrovo per la partenza).

«Come sempre prima di una gita abbiamo chiamato gli agenti della municipale per controllare il mezzo con cui viaggiamo – rivela la maestra Renza Neri, una delle due insegnanti che avrebbe accompagnato la classe – perché altrimenti la responsabilità, nel caso avvenisse qualcosa di brutto, potrebbe ricadere sui docenti presenti con gli alunni. Quello che è accaduto è gravissimo, specialmente se si pensa che, senza un controllo come quello da noi richiesto, avremmo potuto viaggiare in condizioni non sicure». Dopo un check-up esterno che già aveva manifestato negli agenti alcune perplessità, i due vigili sono infatti saliti a bordo dell’autobus e hanno constatato diverse problematiche relative alle cinture di sicurezza. «In alcuni casi – spiega il comandante Mauro Goduto – le cinture era come se non ci fossero in quanto mancanti degli elementi essenziali, in altri non erano in condizioni di efficienza». La conseguenza è stata l’annullamento della gita (anche alla luce dell’indisponibilità della ditta fornitrice di inviare un mezzo sostitutivo) e la comprensibile rabbia dei genitori degli alunni che già avevano anticipato i 590 euro per il pagamento dell’autobus.

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«Sulla nostra chat ho ricevuto decine di messaggi di padri e madri infuriate – testimonia Vitaliano Bianchini, rappresentante dei genitori nel consiglio di classe – è inconcepibile che un’azienda compia un disservizio del genere. Noi ovviamente chiediamo l’immediata restituzione della cifra versata». I soldi al momento si trovano infatti sul conto dell’istituto comprensivo e non sono stati ancora stornati alla Capa Viaggi. «Il servizio per quanto ci riguarda non è stato fornito – assicura il preside Maurizio Tartarini – per cui la cifra verrà restituiti ai genitori o utilizzata per l’organizzazione di una nuova gita nel mese di maggio».
Diverso invece il parere di Luca Lorenzini, titolare dell’azienda di trasporti che ieri è stata sanzionata anche con un verbale di 85 euro. «L’unico problema – dichiara, interpellato da Il Tirreno – riguarda una sola cintura il cui dispositivo di aggancio era privo della plastica esterna: lo stesso mezzo, nel pomeriggio, ha effettuato senza problemi il trasporto di una scolaresca in Liguria. Chi fa i controlli dovrebbe avere il buon senso di non negare a dei bambini una gita per una piccolezza del genere. L’addebito dei costi della gita? Valuteremo, ma sarei per muovermi in tal senso – risponde Lorenzini – abbiamo comunque inviato un autista e un mezzo che poi sono dovuti tornare in sede».

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