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Residenti contro i lavori nella villa
Il comitato di Vittoria Apuana critica la Fondazione Bertelli: è un danno ambientale
FORTE DEI MARMI . «Da quando i giornali hanno pubblicato il nome di alcune persone che abitano attorno a Villa Bertelli, tra cui il mio – spiega Sergio Salvatori – il mio telefono non fa che squillare. Non solo, in diversi, sono venuti anche a suonare al mio cancello: due segnali inequivocabili che la protesta contro il perdurare dei concerti e dei rumori invivibili da parte della Villa Bertelli è una questione molto sentita a Vittoria Apuana. L’altro giorno è venuta perfino una anziana signora in lacrime che da tre anni non riesce più ad affittare la sua casa». E sull’argomento la polemica ribolle, coinvolgendo anche i recenti lavori per edificare delle barriere antirumore tra il parco della Villa comunale e le ville circostanti.
«Da quanto si apprende dalle cronache e tv locali, – spiegain una sua presa di posizione il neonato Comitato “No ai concerti” – sembrerebbe che i membri della Fondazione Villa Bertelli abbiano messo in pratica un’idea veramente geniale, vera panacea per i disagi provocati dai concerti estivi. In quello che una volta fu un bel parco alberato si sta infatti allestendo un imponente sistema difensivo che, a sentir loro, dovrebbe essere un’arma letale per il nemico. Di fronte ai lavori di cantiere, che durano da quasi tre mesi, la gente rimane sconcertata e si chiede chi sia questo nemico, da dove venga e chi lo manda. La Fondazione, in un impeto altruistico, fa sapere che il nemico da sconfiggere è il rumore. Qualcosa di subdolo, strisciante, spesso insopportabile che facilmente si insinua nella vita altrui, sconvolgendola completamente. È in gioco il futuro di un’intera comunità, ma grazie a questi interventi, accuratamente predisposti, il nemico soccomberà. Ognuno di noi; quindi, potrà tornare alla vita tranquilla di sempre e, di riflesso, Villa Bertelli potrà continuare con i suoi concerti estivi. Tutto tornerà come e meglio di prima perché la mossa sarà senz’altro vincente. Di fronte ad una simile impresa – continua il Comitato “No ai concerti” di Vittoria Apuana – gli antichi strateghi sembrano dilettanti allo sbaraglio e la Linea Maginot passerà alla storia come roba da guerra dei bottoni. Grande idea questa, ed assolutamente originale e risolutiva ma, come spesso avviene, anche quest’arma ha i suoi punti deboli. Costa cara, anche per una ricca ma piccola comunità come la nostra (oltre 300. 000 euro) e crea un inevitabile danno estetico all’ambiente».
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