Il turismo cresce e la Versilia può sorridere
Arrivi aumentati del 4%, bene gli italiani che tornano soprattutto a Viareggio
VIAREGGIO. Non era solo un’impressione dei pochi ottimisti rimasti in giro: a Viareggio e in Versilia il turismo è tornato grande. A certificarlo sono i dati ufficiali dell’intero anno solare, il 2017, che negli occhi di tutti ha portato una delle estati più felici degli ultimi anni. In effetti si è registrata una crescita soprattutto degli arrivi: più 4% rispetto a un 2016 che era già stato positivo. Mentre sulle presenze, cioè i pernottamenti totali nelle strutture ricettive versiliesi, siamo su un 3% di crescita complessiva, che però è il frutto di tendenze differenti da Comune a Comune.
Venticinquemila in più. Il dato più importante, perché significa quanti turisti hanno scelto la Versilia, è quello degli arrivi: l’anno scorso sono stati 25.500 in più rispetto al 2016. La permanenza, invece, aumenta in misura minore: le notti trascorse in una struttura ricettiva versiliese crescono di circa 80mila, il che significa un 3% rispetto ai 2 milioni e 513mila presenze registrate nel 2016. Tradotto in soldoni, vuol dire che molti ospiti riducono i giorni di permanenza. Spendendo, perciò, meno. Ricordiamo che il dato delle presenze è il frutto del totale dei pernottamenti per ogni arrivo, cioè per ogni turista.
Meno notti per gli stranieri. In particolare sono gli stranieri a far annotare i dati, se vogliamo, più negativi: l’anno scorso ne sono arrivati in numero maggiore, ma portando in dote 11mila pernottamenti in meno. Un dato che pesa, soprattutto per quanto riguarda l’incasso che finisce nelle tasche di hotel, bed&breakfast, campeggi e altre strutture ricettive. Inoltre gli ospiti di nazionalità non italiana sembrano sempre più selettivi anche nella scelta delle località: il territorio di Pietrasanta, dal capoluogo a Marina passando dalle colline, viene penalizzato da una presenza minore di ospiti stranieri. Quasi certamente a favore di Forte dei Marmi, che invece incrementa – seppure di poco – sia arrivi che presenze. Sempre per quanto riguarda il turismo oltreconfine, fenomeni opposti a Viareggio e Camaiore: a Viareggio ci sono più turisti stranieri, ma i pernottamenti diminuiscono; a Camaiore gli arrivi calano, mentre le presenze aumentano. È evidente che stiamo parlando di due pubblici diversi che si comportano in maniera diversa: il cliente non italiano che sceglie Viareggio sembra apprezzare cose da cui il suo omologo che punta su Camaiore sembra voler rifuggire. In maniera grossolana, senza azzardare letture che queste statistiche al momento non possono fornire, l’impressione è che Camaiore – con le dovute distinzioni tra Lido e l’entroterra – attiri un turismo straniero più elitario, che non ha problemi a spendere. Mentre a Viareggio arriva un pubblico più attento nel calcolare bene quanti giorni di permanenza si possa permettere.
Viareggio boom per gli italiani. Buone notizie arrivano dal cosiddetto “mercato interno”, definizione da burocrate dell’Unione Europea che però rende l’idea. I nostri connazionali continuano ad apprezzare Viareggio e la Versilia: quasi ovunque si registra il segno più in termini di arrivi. Mentre ci sono cali nel numero delle presenze. Male i Comuni montani, dove i numeri già esigui sono ancora di più in ritirata: l’impressione è che per godersi le Apuane non si ritenga necessario dormirci vicino. Un peccato, anche se bisogna considerare che la rete ricettiva dei Comuni di Seravezza e Stazzema non può che essere minoritaria al resto della Versilia. Sulla costa la parte del leone, dal punto di vista del mercato italiano, la fa Viareggio. Dove gli arrivi crescono dell’11% e i pernottamenti addirittura del 24%.
@matteotuccini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
