Elettrodotto Terna no di Camaiore e Massarosa
A Balbano si è tenuto un incontro con l’azienda Rosi: «Pronti a portare la questione di nuovo a Roma»
MASSAROSA. Massarosa e Camaiore dicono no al progetto dell’elettrodotto, almeno fino a quando Terna non si troverà un progetto che possa essere poco impattante. Damasco Rosi, vicesindaco di Massarosa, e Simone Leo, assessore al Governo del Territorio l’hanno ribadito anche all’incontro che la società elettrica ha tenuto mercoledì sera a Balbano. Alla serata sono state presentati quattro progetti per il mega elettrodotto che interesserà, oltre al territorio di Lucca, anche quello di Camaiore e Massarosa. Le proposte sono state chiamate A, A1, A2, B1. Il primo è quello iniziale, estremamente invasivo e che prevede l’intervento nella cava di Balbano. Gli altri denominati con la lettera A sono delle varianti al primo progetto. Il progetto B1 invece è meno invasivo e prevede come centro dei lavori Filettole.
Il comitato Starc ha illustrato il parere emanato dalla commissione tecnica della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) da cui si evince che l’ipotesi B1, comprensiva della messa in sicurezza della linea esistente e altre prescrizioni, sarebbe la meno impattante tra quelle presentate dalla società.
Sulle prime tre infatti il ministero dell’Ambiente ha dato parare negativo, sul quarto invece è stato solo il Mibac a sollevare forti dubbi. Questa situazione ha sancito di fatto, malgrado quanto spiegato da Roma, la cosiddetta opzione zero: i ministeri escludendo tutte le opzioni in campo ha comunque detto che l’opera va fatta. Ma non a queste condizioni.
«Dato che la procedura non è ancora conclusa - dice il vicesindaco Rosi - abbiamo deciso di scrivere a nome di tutte le amministrazioni coinvolte una lettera ai ministri per chiedere che non vengano prese iniziativeo firmati atti in questa fase. Dopodiché abbiamo deciso di incontraci per verificare insieme e con i nostri uffici gli atti in nostro possesso e trovare una strategia unica da portare avanti e le strade da intraprendere, tenendo conto che sono ancora pendenti dei ricorsi tra cui quello di fronte al Tar presentato da Terna nei confronti del Pit (Piano di Indirizzo Territoriale, ndr) della Regione Toscana, documento che in buona sostanza ostacola la realizzazione dell’intervento e ci fa buon gioco. Siamo tuttavia portati a escludere, da quello che si evince leggendo gli atti, che ci sia la possibilità di veder prendere forma e sostanza anche a una delle ipotesi progettuali presentate da Terna essendo state bocciate dai ministeri».
Le amministrazioni locali nel frattempo si rivolgono a Firenze e chiedono alla Regione la massima collaborazione e supporto: «Siamo in una fase dove è importante non perdere la compattezza che c’è stata fino ad ora sia tra amministrazioni comunali sia tra cittadini appartenenti ai diversi comitati - conclude Rosi - continuare in maniera solidale senza ragionare in maniera individualistica . C’è necessità di tenere il fronte unito per non rischiare di indebolirci in una fase in cui, da quello che è emerso in questi incontri, pare ci siano le condizioni per portare a casa il risultato. Questa è stata la nostra forza in questi anni e ciò che ci ha consentito di arrivare a questo punto facendo dei notevoli passi in avanti».
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