Il Tirreno

Versilia

Ancora furti di alveari I ladri non si fermano

di Cesare Bonifazi
Ancora furti di alveari I ladri non si fermano

Portate via dieci famiglie su quindici alla titolare della tenuta Mareli «Un grave danno alla produzione: la stima è di circa novemila euro»

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CAMAIORE. Siamo a quota quattro: continuano in Versilia i furti di alveari dopo gli episodi di Ripa e Palatina. L’ultima ad essere colpita è stata Francesca Tomei, imprenditrice e titolare della tenuta Mareli nella frazione di Montemagno.

«Avevamo piazzato quindici alveari nella zona di Lucese di Camaiore qualche giorno fa - racconta - quando domenica siamo andati a controllare lo stato delle api abbiamo visto che dieci alveari erano sparite. Anche altri apicoltori come me hanno avuto lo stesso problema: è un fenomeno che sta prendendo piede».

Questo periodo è infatti quello in cui gli apicoltori e i produttori di miele della zona fanno il cosiddetto “nomadismo”, una pratica per cui, in determinati momenti dell’anno, vengono spostati gli alveari per raccogliere il nettare di determinate piante. Le arnie infatti vengono piazzate dal luogo in cui risiedono abitualmente per avvicinarle alle acacie o al castagno. Questo permette di produrre qualità diverse di miele.

Quello di Tomei si tratta di un furto di dieci arnie: un danno che viene quantificata intorno ai novemila euro. Va considerato infatti che una famiglia di api, a seconda della dimensione, può valere fino a 350 euro, a questo denaro va aggiunto il prezzo della casina, un altro centinaio di euro, e il mancato guadagno derivante dalla perdita della produzione.

Le arnie che sono sotto nomadismo sono anche semplici da rubare perché sono costruite proprio in modo tale da essere trasportate da una zona all’altra.

«Ha messo in crisi la nostra produzione: ogni anno facciamo miele d’acacia, di castagno e il millefiori - continua Tomei - abbiamo sporto denuncia ai carabinieri». Ma non tutti i derubati hanno fatto lo stesso.

I militari tuttavia, secondo quanto riferiscono le fonti ufficiali, ancora non sono riusciti a capire se i furti che sono stati compiuti in Versilia siano opera di singoli oppure di una banda. Sta di fatto che i ladri conoscono esattamente le dinamiche dell’allevamento e le zone in cui le arnie vengono messe in questo periodo.

«Le famiglie rubate - spiega Mario Andreini, apicoltore camaiorese e consigliere comunale di Forza Italia - entrano in un circuito in cui vengono rivendute a circa 300 euro l’una». È plausibile pensare che chi ha rubato voglia trarre profitto dalla propria condotta.

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