Il presidio
Luisi sul cavalcavia: «Troppo pericoloso serve un’alternativa»
QUERCETA. Ancora nessuna novità o aggiornamento sulla situazione del cavalcavia di Querceta. A tenere accesi i riflettori sulla questione è ancora una volta Elena Luisi, capogruppo di “Idee in comune”...
QUERCETA. Ancora nessuna novità o aggiornamento sulla situazione del cavalcavia di Querceta. A tenere accesi i riflettori sulla questione è ancora una volta Elena Luisi, capogruppo di “Idee in comune” nel consiglio comunale di Seravezza che a più riprese – fin dal restringimento della carreggiata avvenuto lo scorso dicembre – ha denunciato il degrado della struttura sollecitando un pronto intervento di Comune e Provincia. «Nonostante i nostri ripetuti inviti presso tutti gli enti competenti – dichiara la consigliera Luisi in un comunicato – e nonostante le nostre segnalazioni presso Anas e Ferrovie che hanno risposto, consapevoli del pericolo indotto dalle condizioni gravemente compromesse della struttura del cavalcavia, sollecitando anche la prefettura, ad oggi non c’è nessuna novità. Anche durante l’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto se ci fossero aggiornamenti in merito ma l’unico spiraglio pare essere un prossimo incontro tra l’amministrazione comunale e il presidente della Provincia: resta ancora da decidere la data che dovrebbe essere intorno al 16 aprile. Siamo inoltre in attesa – prosegue – di risposte dopo la nostra interrogazione al consiglio provinciale, proposta e condivisa dal capogruppo di opposizione Riccardo Giannoni, che dovrebbero arrivare sempre verso la metà del mese».
Non resta, quindi, che attendere tali responsi. «Rimane però il rammarico per una situazione grave, pericolosa e certamente sottovalutata – tuona la consigliera Luisi – troppi anni di incuria, di disinteresse da parte delle amministrazioni di Seravezza hanno portato al limite di sicurezza che oggi affrontiamo, con la speranza che non succeda nulla di grave per la salvaguardia dei cittadini. Non possiamo non denunciare infatti la poca o addirittura inesistente lungimiranza e programmazione di viabilità alternative, di soluzioni ponderate al di là delle possibilità economiche che, in tanti anni, avrebbero trovato soluzioni positive. D’altra parte, la questione relativa alla pista ciclabile dovrebbe aver insegnato qualcosa. Da parte nostra continueremo ad insistere con la nostra azione e ad informare i cittadini».
(g. b.)
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