Il presidio
Delitto Romanini, la presunta arma del killer va a Roma
CAMAIORE. Ci vorranno tre mesi prima di sapere se la Beretta 92 S ritrovata in un terreno a Camaiore è l’arma con cui un killer ha sparato nel 2011 a Stefano Romanini, 47enne imprenditore caduto...
CAMAIORE. Ci vorranno tre mesi prima di sapere se la Beretta 92 S ritrovata in un terreno a Camaiore è l’arma con cui un killer ha sparato nel 2011 a Stefano Romanini, 47enne imprenditore caduto sotto nove colpi di pistola.
L’esame sulla Beretta è stato affidato ieri dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze a due ufficiali del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Roma, Vincenzo De Falco e Romano De Simone. La domanda posta dal presidente della Corte Alessandro Nencini – giudice che si è occupato anche del caso di Amanda Knox – è semplice: è questa l’arma che ha ucciso l’imprenditore edile? L’esame inizierà il 27 aprile, dopo che la squadra mobile della questura di Lucca l’avrà portata ai colleghi dell’Arma nella Capitale: come detto, durerà tre mesi. Poi si darà il tempo alle parti, cioè alla Procura, agli avvocati Marco Taddei ed Elena Libone che difendono l’imputato Roberto Romanini – in primo grado condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio – e ai legali delle parti civili di elaborare ulteriori osservazioni. Il 3 ottobre si tornerà di fronte alla Corte.
Nel corso dell’udienza di ieri Romanini si è scusato per lo sfogo, decisamente troppo acceso, contro gli inquirenti di un mese fa. Uno sfogo contro la Procura e la polizia accusati di averlo incastrato con un’inchiesta senza prove. Fatto sta che Roberto Romanini, 68enne imprenditore con vari interessi – dai funghi all’edilizia – è stato riconosciuto colpevole dai giudici di primo grado per l’assassinio del cugino, con cui aveva circa 200mila euro di pendenze lasciate in una società che avevano aperto insieme. Pendenze che, secondo i giudici della Corte d’Assise di Lucca, sarebbero state “risolte” grazie al pagamento di una polizza legata alla vita di Stefano. (m. t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
