Pompiere salva giovane calciatore che stava annegando
Viareggio: mentre passeggiava col suo cane sulla spiaggia ha sentito le grida d’aiuto degli amici e non ha esitato a intervenire
LIDO DI CAMAIORE. Si è lanciato nell’acqua gelida per salvare un ragazzo che incautamente si era buttato in acqua e non riusciva a tornare a riva. L’eroe in questione è un pompiere milanese Salvatore Percoco, 38 anni, a Lido di Camaiore “in ritiro” per preparare l’esame nazionale nel corpo dei vigili del fuoco.
«Erano all’incirca le 5 del pomeriggio di martedì – racconta Percoco – Io e la mia cagna Fiamma abbiamo imboccato la via del mare dall’accesso della via Italica all’altezza del Bagno Grazia. Ho notato subito che c’erano alcuni ragazzi sul bagnasciuga che cercavano di richiamare l’attenzione di un amico che si trovava in acqua. I ragazzi, una ventina in tutto, gridavano ed indicavano il mare in quel punto, in lontananza, ho visto uno di loro in pericolo».
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Il gruppo era composto dai giocatori dell’under 19 del Deportes Quindìo, una squadra colombiana che ha partecipato alla Viareggio Cup, ospitati nell’Hotel Rialto Swisse di Lido.
«Erano tutti paralizzati dalla paura e nessuno osava entrare in mare – racconta il pompiere – il mare era mosso e faceva freddo. Erano tutti prestanti ma nessuno aveva il coraggio di buttarsi. Alzando lo sguardo all’orizzonte ho realizzato che le onde e la risacca stavano portando a largo il loro compagno. Era a circa 120 130 metri dalla terra ferma e le onde lo stavano risucchiando. Ho deciso di buttarmi così com’ero, con tutti i vestiti e senza neanche una protezione. Con me si è lanciata anche Fiamma con la quale ho seguito il corso di salvamento acquatico».
La canina, di appena due anni, ha avuto tanto fegato quanto il padrone e ha affrontato l’acqua gelida e le onde. Entrambi hanno rischiato la vita. «Mi sono subito reso conto della gravità della situazione quando ho notato la velocità con cui mi avvicinavo al giovane – racconta – la corrente portava a largo ma io continuavo a incitarlo di tener duro. Fiamma sempre al mio fianco».
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Il giovane giocatore era così spaventato che aveva smesso persino di urlare aiuto, come abbandonato al suo destino. «Quando l’ho raggiunto, l’ho sorretto in acqua tenendogli la testa fuori e ho iniziato la manovra di rientro. Era agitato e questo non ha aiutato le manovre di rientro».
Negli ultimi cinquanta metri dove ormai si toccava, capito che era quasi in salvo, il giovane si è finalmente abbandonato tra le braccia del proprio salvatore che è riuscito a riportarlo a riva sano e salvo. Il calciatore risponde al nome di Marcos Mina. Ad assistere al salvataggio tutta la squadra rimasta col fiato sospeso. All’uscita dal mare c’erano ad accoglierli gli abbracci dei presenti. Mina, ha poi raccontato al pompiere, si era spinto in acque profonde per aiutare Omar Preciado, un altro compagno di squadra anche lui in difficoltà, e di non essere poi riuscito a rientrare. Il giovane Mina si è ripreso e ha stretto forte Percoco rendendosi conto di dovere la vita a un pompiere di passaggio e al suo cane.
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