Il presidio
La Versilia chiede un patto sulla sanità
La Uil: dobbiamo trovare soluzioni contro i tempi d’attesa «Con più autonomia rispetto ad un’Asl pisano-centrica»
VIAREGGIO. «Un osservatorio sulla sanità per la Versilia, con le parti sociali e i rappresentanti delle istituzioni, che arrivi a definire un patto condiviso da tutti i sindaci da sottoscrivere con la Regione Toscana».
È questa la proposta che lancia la Uil Fpl della provincia di Lucca. Una proposta sottoscritta dal segretario provinciale del sindacato, Pietro Casciani, dai segretari aziendali ed Rsu, Claudio Velia e Fausto Delli. «Il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro ha fatto delle proposte che meritano di essere approfondite – scrivono – ma i piani operativi sulla sanità non possono essere portati avanti in maniera isolata, serve altro. L’obiettivo principale deve essere un patto sulla sanità per la Versilia, condiviso da tutti i sindaci, da sottoscrivere con l’assessore della Regione Toscana alla sanità, Stefania Saccardi».
Ed è sul metodo di lavoro che la proposta della Uil Fpl va a inserirsi: «Nel patto che proponiamo deve trovare posto un osservatorio sulla sanità che metta attorno a un tavolo anche le parti sociali, per affrontare in maniera costante l’argomento sanità e tenerlo sempre sotto controllo. Questa sarebbe davvero una novità per la Versilia».
Un territorio unito e compatto che potrebbe far da sponda al rilancio di una organizzazione locale «in contrapposizione a un modello sempre più pisano-centrico se pensiamo allo sviluppo dell’area pisana: bisogna rivendicare una autonomia organizzativa a livello locale – incalzano Casciani, Velia e Delli – quella che oggi purtroppo abbiamo perso, per chi gestisce un ospedale e il territorio. Gli indirizzi operativi arrivano da Pisa, ma a livello locale va garantita la specificità della zona. L’Asl Nord Ovest deve accettare le eccezioni che sono un valore aggiunto e che possono nascere a livello locale. Così potranno anche essere delineati progetti concreti, basati sulle reali necessità di ciascun territorio, con un piano assunzioni per l’abbattimento delle liste d’attesa. D’altronde proprio le liste di attesa sono un flagello per il cittadino: occorrono delle soluzioni per far fronte a questo problema. Nelle vecchie Asl si riuscivano ad attivare dei progetti obiettivo che scattavano ogni qualvolta si superava la soglia di guardia delle liste di attesa e questo sistema funzionava. Non possiamo essere spettatori di un cittadino che è costretto a rivolgersi al privato per risolvere i suoi problemi – concludono i rappresentanti sindacali – Questa per il cittadino deve essere una possibilità, una scelta da fare in autonomia e non perché costretti dai tempi biblici della sanità pubblica».
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