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volatile predatore 

Sulle Apuane si avvista il biancone

CAPRIGLIA. Forse in pochi sanno che le colline di Capriglia, alle pendici delle Alpi Apuane, sono una delle rotte privilegiate a livello internazionale per il transito dell’uccello Biancone (nome...

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CAPRIGLIA. Forse in pochi sanno che le colline di Capriglia, alle pendici delle Alpi Apuane, sono una delle rotte privilegiate a livello internazionale per il transito dell’uccello Biancone (nome scientifico Circaetus gallicus) e dell’Aquila minore (Hieraaetus pennatus). Siamo a pochi passi dall’area contigua di Parco e dalla zona protetta.

Il biancone, comunemente chiamato anche “l’aquila dei serpenti” (le sue prede preferite sono i rettili), che in inverno va in Africa e a primavera torna in Europa, arriva sulle Apuane da nord e non da sud come gli altri migratori. Segue una rotta inversa – hanno spiegato dal Parco delle Apuane – rispetto agli altri rapaci per evitare il mare aperto e, attraversando lo stretto di Gibilterra, raggiunge l’Italia dal versante francese.

Lo stesso accade, a ritroso, all’inizio dell’autunno quando le Apuane sono attraversate da sud verso nord. Sopra la zona di Capriglia, grazie alle correnti termiche, i flussi migratori si concentrano, qualificando le Alpi Apuane, dopo quello di Gibilterra e Arenzano (Genova) uno dei principali siti di transito del biancone a livello dell’intero bacino mediterraneo. L’ultimo campo di osservazione della migrazione dei rapaci, organizzato lo scorso autunno dall’ornitologo Guido Premuda e a cui hanno partecipato come di consueto i Guardiaparco e le Guardie Ambientali Volontarie del Parco delle Alpi Apuane, ha confermato i notevoli dati emersi in questi anni, registrando nuovi record di passaggi.

Dal report comunicato da Premuda, risulta che tra settembre e ottobre 2017 sono stati osservati in tutto 4. 812 rapaci in migrazione, di cui oltre 3. 300 bianconi e 500 aquile minori, numeri che ribadiscono l’importanza del corridoio versiliese-apuano per il transito del rapace e che qualificano il sito a livello europeo come “Important Bird Area”. E proprio in questi giorni è in corso il ventesimo anno di monitoraggio primaverile, con flussi migratori che sono già molto interessanti. (tbg)

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