Confini ridisegnati: la diga foranea senza limitazioni
È opportuno considerare - così il progetto di Piano regolatore portuale nuovo di zecca presentato dall’Autorità portuale regionale del segretario Fabrizio Morelli - «la possibile trasformazione in...
È opportuno considerare - così il progetto di Piano regolatore portuale nuovo di zecca presentato dall’Autorità portuale regionale del segretario Fabrizio Morelli - «la possibile trasformazione in spazio pubblico liberamente fruibile della diga del molo di soprafluttuo». Insomma, la Diga foranea, oggi piena area portuale tanto che la zona - da qualche anno - è oggetto di limitazioni importanti per l’accesso e la sosta.
La trasformazione avverrebbe «senza la necessità di modificare il perimetro dell’ambito portuale».
D’altra parte come si potrebbe garantire l’accesso al ristorante previsto al primo piano del nuovo mercato ittico (nella foto), eterno incompiuto, se l’area fosse ancora classificata come portuale a struttura finalmente funzionante?
Diversa indicazione, quella dell’Authority, per il vecchio mercato ittico. Che si vuole fuori dai confini portuali insieme al cantiere limitrofo.
A quel punto quella porzione di Darsena, tra porto e Marina, diventa destinabile alle funzioni che il Regolamento urbanistico che verrà riterrà più opportune. In passato si era più volte ipotizzato che quella struttura potesse diventare un albergo. Anche se il provvedimento adottato e poi annullato dalla Giunta Lunardini, in realtà, destinava il vecchio mercato ittico a cantieristica.
Resta da capire la tempistica dell’Autorità portuale regionale che su questo terreno sembra aver scelto di lasciare l’ultima parola all’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. (d.f.)
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