Il Tirreno

Versilia

Uomini violenti via da casa subito

di Donatella Francesconi
Uomini violenti via da casa subito

La disposizione data dal Procuratore capo Pietro Suchan: «La polizia giudiziaria agisca immediatamente»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Non ci ha girato troppo intorno il Procuratore capo Pietro Suchan, a Viareggio insieme al magistrato milanese Fabio Roia, nell’annunciare l’impulso dato al lavoro della Procura di Lucca riguardo ai procedimenti relativi alla violenza domestica. «Quando interviene la polizia giudiziaria su situazioni di pericolosità per le donne, è la donna stessa che poi se ne va di casa. Ci avete riflettuto? Ecco perché sto dando indicazioni precise alla polizia giudiziaria affinché si applichi l’articolo 384 bis del codice di procedura penale, quello per cui è la stessa pg che può disporre l’allontanamento immediato di chi ha agito con violenza in famiglia».

L’occasione per ascoltare le parole di Suchan è stata l’iniziativa “Crimini contro le donne. Politiche, leggi, buone pratiche: esperienza a confronto”, organizzato da Casa delle donne e Centro antiviolenza, alla presenza di avvocati ed assistenti sociali dal tutta la provincia. Un allontanamento che non solo evita che sia la vittima della violenza a pagare anche il prezzo di dover lasciare la casa, spesso dovendo proteggere figli minori, ma che - ha spiegato il Procuratore - «può incidere sul ravvedimento, sulla riflessione dell’uomo violento». Parole che non devono lasciare margine di equivoco, perché Pietro Suchan è stato netto: «Di fronte alla violenza domestica si tratta di veri e propri crimini, non di deviazioni. È criminalità e come tale va trattata. E come uomo mi sento anch’io coinvolto e mi vergogno».

Posto che sull’allontanamento per opera della polizia giudiziaria che si trova ad intervenire nelle singole situazioni di violenza sul territorio c’è oggi un indirizzo preciso della Procura, su un altro aspetto Suchan ieri non si è risparmiato, suonando la sveglia al potere politico «latitante di fronte al grave grado di allarme nel Paese». Ed allora, «che non si possa istituire come quasi obbligatorio il braccialetto elettronico è tutta una presa in giro. Ancor più considerando che i braccialetti non costano nulla. Certo, costa la Tim per il collegamento. Quindi qualcuno dica alla Tim che se vuole le concessioni per la telefonia dia il collegamento gratis per il controllo dei braccialetti».

Ma il messaggio al Governo che verrà non termina qui. Perché Suchan continua: «Vanno resi immediatamente applicabili gli articoli 282 bis e ter». Il primo relativamente all’allontanamento dalla casa familiare da parte del giudice; il secondo al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, anche in questo caso comminato dal Tribunale.

E qui si pone la questione, nazionale, del rapporto tra il lavoro dei pubblici ministeri e quello dei loro colleghi giudici per le indagini preliminari. L’avvocato Paola Memmola, che presta la propria opera al centro anti violenza della Casa delle donne di Viareggio, l’ha detto chiaramente: «Tra il momento della richiesta di misure cautelari e la risposta del Gip spesso dobbiamo spostare 1 mese-1 mese e mezzo. Periodo lunghissimo durante il quale può accadere qualsiasi cosa. È necessario un provvedimento legislativo che accorci questi tempi ad una settimana-dieci giorni massimo».

Suchan non si è sottratto alla risposta: «È più facile spostare le Apuane che dare un termine al Gip...». E Fabio Roia ha aggiunto: «È necessario far sì che il Gip tratti quelle richieste di misure cautelari per prime perché lì ci sono in gioco vite umane». E non dovrebbe essere difficile ottenere questo, ha sottolineato Roia, dato che la legge già prevede «la trattazione prioritaria di questo tipo di procedimenti nell’agenda del giudice penale del dibattimento».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web