Il Tirreno

Versilia

Disastro ferroviario, per l’appello udienza prima dell’estate

di Donatella Francesconi
Disastro ferroviario, per l’appello udienza prima dell’estate

Appuntamento a Firenze per prendere le misure al processo In primo grado dal Tribunale di Lucca condanne per 168 anni

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VIAREGGIO. Un’udienza in Corte d’Appello prima dell’estate, almeno per prendere le misure delle mille esigenze che un processo come quello per il disastro ferroviario di Viareggio - 29 giugno 2009, 32 morti - pone. È la notizia che trapela dagli ambiti giudiziari, ora che anche gli imputati di lingua tedesca hanno ricevuto le traduzioni delle voluminose, quanto dettagliate, motivazioni della sentenza del Tribunale di Lucca. Firmate dal Collegio giudicate composto da Gerardo Boragine, presidente, e dai giudici Nidia Genovese e Valeria Marino. Un primo grado durato tre lunghi anni di udienze al Polo fieristico di Lucca. Dopo altrettanti lunghi anni di indagini laboriose (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino), ed un iter giudiziario complessivo che ha visto un controverso incidente probatorio (Gip Simone Silvestri) ed una udienza preliminare che ha visto il Gup Alessandro Dal Torrione fissare un elemento che ha segnato, in positivo, tutto il dibattimento: «Quel treno, solo nel suo ultimo viaggio - nel percorso Trecate-Gricignano - avrebbe potuto coinvolgere i ferrovieri con sede a Genova, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Salerno, Reggio Calabria, eccetera che prestavano servizio su treni locali, merci, espressi, Intercity, Eurostar percorrenti i medesimi tratti di linea». E, di conseguenza, i cittadini lungo la linea ed eventuali viaggiatori.

È lungo tutto questo percorso, che non ha mai visto mollare di un centimetro i familiari delle vittime, riuniti nell’associaiozne “Il mondo che vorrei”, oggi presieduta da Marco Piagentini, che si è arrivati, il 31 gennaio 2017, alle condanne emesse dal Tribunale di Lucca. Sette anni per Mauro Moretti, ex ad di Rfi e Fs; sette anni e sei mesi per Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, e 7 per Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia. Sette anni anche per Mario Castaldo, direttore della Divisione Trenitalia Cargo.

Una condanna di 9 anni e 9 mesi di reclusione è stata inflitta a Rainer Kogelheide, amministratore delegato della Gatx Rail Germany, azienda tedesca proprietaria del carro che deragliò la notte del 29 giugno 2009. Peter Linowski, responsabile dei sistemi di manutenzione della Gatx Rail Germany, è stato condannato a 9 anni e 9 mesi di reclusione. Johannes Mansbarth, amministratore delegato di Gatx Rail Austria, Roman Mayer, responsabile della manutenzione di Gatx Rail Austria, e Uwe Koennecke, responsabile dell’officina Jugenthal Waggon di Hannover che revisionò il carro, sono stati condannati a 9 anni di reclusione. Andreas Schroter, Helmut Brodel e Uwe Kriebel, responsabili a vario titolo dell’officina Jungenthal, sono stati condannati a 8 anni.

Le altre condanne in casa dell’officina Cima riparazioni sono andate a: Giuseppe Pacchioni (7 anni), Daniele Gobbi Frattini (6 anni e 6 mesi), Paolo Pizzadini (6 anni e 6 mesi), Ancora in ambito Ferrovie sono stati condannati Emilio Maestrini (6 anni e 6 mesi), Giulio Margarita (6 anni e 6 mesi). Sei anni di reclusione sono stati comminati a Giovanni Costa, Giorgio Di Marco, Salvatore Andronico, Enzo Marzilli, Francesco Favo, Alvaro Fumi.

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