Il presidio
Concessioni, nuove regole Ai gestori non piacciono
Bocciati nella seduta di lunedì gli emendamenti presentati dopo il confronto con i commercianti da Cinque stelle, Lega e Movimento cittadini
VIAREGGIO. Il nuovo Capitolato delle concessioni demaniali comunali non convince i gestori delle attività che si svolgono nei tanti locali che in città sono nelle mani di un gruppo ristretto di concessionari. La discussione in consiglio comunale, seduta di lunedì, è stata serrata e ha visto il respingimento, da parte della maggioranza della amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, degli emendamenti presentati da Movimento Cinque stelle. Lega e Movimento cittadini. Non senza alcune dichiarazioni della Giunta, assessore Laura Servetti, che qualche domanda suscitano.
«È vero: l’obiettivo iniziale era anticipare il pagamento. Poi, dato che siamo due soggetti (Comune e concessionari, ndr) e bisogna esser d’accordo abbiamo fatto due conti». Perché a quel punto, mentre Comune e concessionari su questo punto divergevano, l’Ente pubblico ha capito che «l’esigenza di anticipare gli incassi per non andare in anticipazione di cassa non aveva nessun senso». La domanda è inevitabile: se l’anticipazione si fosse rivelata necessaria ai fini dei conti del Comune come sarebbe stata ricomposta la divergenza Ente-associazione dei concessionari?
C’è un altro punto sul quale si è soffermata l’assessore Servetti nel ribattere agli emendamenti che nascono - come ha sottolineato Massimiliano Baldini, capogruppo Movimenti cittadini - «sono stati elaborati nel lavoro di incontro con le categorie, nel corso del quale abbiamo raccolto dubbi e necessità ulteriori poste». Incontri «con Confcommercio e Confesercenti», ha detto ancora Baldini, «ma mi è stato detto che non c’è stato incontro con il rappresentante del Centro commerciale naturale Passeggiata», che è Roberto Vannozzi. Il punto è quello relativo alla cancellazione del termine del 2034 come data di ritorno al Comune delle concessioni. «Riteniamo - sono le parole di Servetti - che il termine sia dannoso per l’amministrazione e limiti fortemente, in maniera del tutto anacronistica, quello che è il diritto di un privato di non avere un termine finale». Ad assistere alla seduta i rappresentanti dei concessionari hanno apprezzato, considerando che alcuni di loro sono anche balneari. E che con una frase l’assessore al bilancio della Giunta Del Ghingaro sembra aver superato le questioni poste dalla tanto contestata Bolkestein.
Ed allora, sono state ancora le parole di Baldini, il nuovo Capitolato «appare come un regolamento che si palesa con una notevole attenzione a vantaggio dei diritti dei concessionari e sembra trascurare gli altrettanti diritti legittimi dei gestori. Di fronte ad un regolamento di queste genere, fossi un gestore lo impugnerei». E non è così impossibile che queste parole si trasformino in uno scenario reale. «L’amministrazione comunale, quando si pone alla modifica dei provvedimenti, non lo fa certo per avvantaggiare una parte oppure l’altra. Per metà sono meridionale, e la prendo come un’offesa».
Ma c’è un altro passaggio del Capitolato che le forze politiche che hanno presentato gli emendamenti hanno portato con forza all’attenzione della discussione nel corso della seduta. Ed è l’articolo relativo al diritto di prelazione riconosciuto al concessionario su beni che, una volta che le concessioni scadano tornano per loro natura all’Ente pubblico, come ha ricordato Baldini citando dettagliata giurisprudenza. «Il mondo cambia», ha risposto Servetti, avvocato come lo è Baldini. Il quale ha insistito: «Si tratta di un passaggio che potrebbe portare i concessionari a ravvisare in quella norma un qualcosa di più», una sorta di “autorizzazione” « a considerarsi proprietario invece che un concessionario». Proprietari come già argomento di essere i rappresentanti dell’associazione concessionari.
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