Il Tirreno

Versilia

Solo Seravezza paga entro i trenta giorni

Ecco la classifica del ministero dell’Economia sui pagamenti

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VIAREGGIO. Dovrebbero pagare le proprie fatture entro trenta giorni da quando le ricevono. Eppure a trovare un Comune in Italia in regola con i pagamenti si fa fatica. E la Versilia non fa la differenza. Eccetto il Comune di Seravezza, tutte le amministrazioni comunali sforano i trenta giorni.

Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, il numero degli enti lumaca si è sensibilmente ridotto. O almeno si sono ridotti i tempi di pagamento. Ma resta ancora molto da fare. Lo si nota sfogliando i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze che svolge un monitoraggio costante e puntuale del processo, di estinzione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni. Queste come detto, hanno trenta di giorni di tempo per saldare i propri debiti, ad accezione dei degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni.

Il rispetto di queste scadenze è un fattore cruciale per il buon funzionamento dell’economia e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione Europea effettua un puntuale e rigoroso.

Bene, in Versilia sei Comuni su sette sforano i tempi. Solo il Comune di Seravezza rientra nei tempi (con un tempo medio di pagamento che si attesta sui 29 giorni). La maglia nera degli enti lumaca va al Comune di Stazzema con i suoi 124 giorni di tempo medio per saldare un debito. Subito dopo c’è il Comune di Camaiore con i suoi 120 giorni. Poi Viareggio (69 giorni), Forte dei Marmi (55), Pietrasanta e Massarosa (48).

Va fatta però una doverosa precisazione: il dato rilevato dal ministero è diverso dall’Indicatore di tempestività dei pagamenti (ITP), che le pubbliche amministrazioni sono tenute a riportare nella sezione trasparenza dei rispettivi siti istituzionali, perché quest’ultimo si riferisce alla tempistica di tutti i pagamenti effettuati nel periodo considerato, indipendentemente dalla data di ricevimento delle fatture passive. I dati del cruscotto, invece, sono relativi alle sole fatture elettroniche registrate sulla Piattaforma dei crediti commerciali (Pcc). Un insieme, dunque, più piccolo di quello a cui fa riferimento l’Itp che spesso è più basso del dato del “cruscotto”. Sul sito del Comune di Camaiore, ad esempio, l’indice di tempestività dei pagamenti relativo all’anno 2017 è di soli 69 giorni. Sempre al di sopra dei trenta giorni previsti dalla normativa, ma ben lontano dai 120 segnalati dal ministero dell’Economia.

Ma ci sono altre amministrazioni pubbliche La palma dei più rapidi se la aggiudicano Provincia di Lucca e Camera di Commercio, il primo con una media di 36 giorni e la seconda con 28 giorni, le quali hanno anche percentuali di fatture pagate alte, dal 90 al 98 per cento.

Peccato che, per quanto riguarda almeno la Provincia di Lucca, si parla di sempre meno fatture da pagare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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