Il Tirreno

Versilia

Pineta di Levante tra degrado e spazzatura

di Donatella Francesconi
Pineta di Levante tra degrado e spazzatura

Con la Pasqua in arrivo la zona dove si trovano i chioschi è in condizioni pessime E le condizioni del meteo imbevono il terreno d’acqua che non defluisce

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VIAREGGIO. Pasqua è la porta verso la stagione estiva per qualsiasi città turistica. Alla vigilia dell’appuntamento ecco come si presenta la pineta di Levante, nell’area dei chioschi, quella più frequentata da chi porta a passeggio il cane, o va a correre, o porta i bambini a prendere una boccata d’aria. Quella sotto gli occhi dei turisti che hanno come punto di riferimento i camping tra Viareggio e Torre del Lago. Eccola qua, nelle foto scattate sabato mattina dal fotografo del “Tirreno”. Scatti impietosi. Che immortalano spazzatura lasciata in giro, arredi - panchine e panche delle oasi pic nic dotate anche di tavoli - divelti e rovesciati a terra, fossi nei quali si accumulano rifiuti di ogni tipo. Uno spettacolo di degrado e squallore al quale si aggiunge la mancata manutenzione che ha portato alla rottura di quasi tutti i ponticelli nella zona dei chioschi, lungo il viale dei Tigli, per i quali affrontare la stagione in queste condizioni diventa quanto mai difficile.

Stessa indifferenza per quanto riguarda le condizioni delle piante, quelle cadute ma anche quelle che rimangono in piedi con le radici inzuppate dall’acqua che il treno non riesce a drenare mentre continua a piovere. Perché questa area di pineta non ha sistemi di drenaggio artificiali e, dunque, quando colpisca la stagione delle piogge finisce per trattenere l’acqua che non riesca a defluire in giornata come quelle trascorse, con mare e Burlamacca alti. La gran quantità di pioggia quando c’è un mare che non riceve non è una condizione frequente. Perché di solito ci pensano i venti di scirocco a tenere il mare al suo posto. In condizioni mutate, però, lo scenario diventa quello della pineta allaga. E serviranno giorni perché l’acqua possa iniziare a defluire con il naturale drenaggio dei terreni.

Siamo ai confini del Parco naturale, la competenza su arredi, manutenzioni, pulizia è del Comune di Viareggio, così come per la pineta che da qui si estende verso Torre del Lago, diventando Macchia lucchese e Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Ma da tre mesi - tanto per fare un solo esempio - il grosso pino caduto sul sentiero ciclabile dietro al Collegio Colombo è ancora nello stato in cui era quando è crollato. Nessuno si è fatto il problema della sua rimozione. Giusto per parlare della cronica disattenzione nei confronti di chi sceglie la mobilità su due ruote in una città che dovrebbe essere simbolo per gli spostamenti in bicicletta, vista la fortunata conformazione del territorio.

Se è vero che le difficoltà di un Comune in dissesto si vedono anche ad occhio nudo, è anche vero che mettere in sicurezza le aree frequentate da cittadini e turisti è un obbligo, così come lo è il fatto che Viareggio abbia ben due aziende di rifiuti, e che un poco alla volta anche lo sguarnito cantiere comunale può tirare su da terra le panchine, piantare due assi nei ponticelli rotti, fare pulizia dei rami caduti. Magari tutto d’un botto è difficile, ma le manutenzioni si eseguono un po’ alla volta. O si dovrebbero eseguire, dato lo stato della zona sotto gli occhi di tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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