La Casa delle donne: «Noi restiamo qua»
Lanciata una petizione ieri sera: in 7 ore 750 sostenitori
VIAREGGIO. Il suo ex convivente è stato condannato a 3 anni, dopo che lei aveva presentato 12 denunce: «A suo carico c’erano 17 capi di imputazione ed ha preso tre anni solo perché tra questi c’era anche incendio doloso». Nel senso delle fiamme appiccate all’auto di lei, nel crescendo di follia quando la storia della coppia era terminata. Brividi, ascoltando il racconto della giovane donna che oggi è diventata una delle volontarie della Casa delle donne. Ieri c’era anche lei, insieme alle altre, a dire con forza «noi restiamo qua». Messaggio per l’amministrazione comunale: «Perché sindaco, amministrazione, la stessa Autorità giudiziaria non mi hanno mai chiesto “ti serve qualcosa?”». Mentre lei attraversava l’inferno, costretta a guardarsi le spalle anche quando accompagnava i figli a scuola, al suo fianco c’erano solo le operatrici della Casa delle donne. Le stesse che nel 2017 hanno effettuato 390 colloqui e, da inizio 2018, hanno già incontrato oltre 50 donne che cercano aiuto, che scappano da situazioni di violenza, che hanno bisogno di essere protette, di sottrarsi all’orrore in cui sono precipitate per capire come ricostruire. Per se’ ed i propri figli.
Oggi che la Casa delle donne ed il suo Centro anti violenza sono in espansione a causa dei tempi che si sono fatti più duri per troppe donne - sottolinea la presidente Ersilia Raffaelli - «ecco che arriva la decisione del Comune di inserire tra i beni in vendita anche questa struttura che è punto di riferimento non solo in Versilia». Con il rischio di «dover interrompere i servizi offerti» e creando difficoltà a chi ha bisogno di aiuto e sostegno. «Se oggi sono fuori da quello che ho passato», è la testimonianza della volontaria, «è anche grazie a questa struttura». Dove oggi lei, con la passione per il giardinaggio, insieme ad altre donne sta ridando vita allo spazio esterno.
«Saremo tutte in consiglio comunale lunedì prossimo», annuncia Raffaelli, « a vedere chi alza le mani per approvare la vendita». Che ieri ha ricevuto il via libera della commissione “Risorse” del consiglio comunale, presieduta da Stefania Carraresi, una che il movimento delle donne ha attraversato e che oggi non ha avuto dubbi nello sposare la scelta del sindaco Giorgio Del Ghingaro che molto ha voluto la vendita della struttura esistente a fronte della proposta alla Casa delle donne di una nuova sede «dove implementare i servizi offerti».
Un rapporto con l’amministrazione comunale avviato a fine 2017 sul tema del rinnovo della convenzione tra Comune e Casa delle donne, convenzione mai firmata come sottolinea Ersilia Raffaelli. Che aggiunge: «Ci hanno intimato di stare buone e zitte. Poi non ci hanno più convocato».
Nella serata di ieri è stata lanciata la petizione su “Cange.org” dal titolo “#lacasadelledonnediviareggiononsivende”. Ieri, in 7 ore, la petizione aveva raccolto 750 sostenitori. «Dalla Casa della donna di Pisa tutta la nostra solidarietà! Non si fa cassa con le Case delle donne», è uno dei messaggi. Perché sono tanti - sottolinea Raffaelli - i Centri antiviolenza in tutta Italia che hanno sposato il no al trasloco lanciato dalla struttura viareggina. Che offre anche corsi di italiani per donne straniere, ed è così che Valentina, arrivata in Italia dalla Romani, è diventata anche lei volontaria dopo aver imparato l’italiano. La dimostrazione più lampante che non si possono scindere le due attività: corsi, iniziative, offerta culturale e Centro anti violenza. Non vi sarebbe quest’ultimo senza il resto. Anche se l’accesso alla Casa spesso appare ostico a chi non “mastica” un certo tipo di linguaggio, tanto che tra le donne più giovani soprattutto la struttura non è molto conosciuta. Ma non è chiudendo un luogo simbolo che lo si farà migliorare.
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