Il presidio
Sta meglio la donna colpita da meningite
La casalinga di Seravezza è ancora ricoverata a Livorno, ma è fuori pericolo
VIAREGGIO. Sta meglio la donna colpita da meningite. E' ancora ricoverata all'ospedale di Livorno. Era arrivata al pronto soccorso con febbre alta, mal di testa, collo rigido, anche sonnolenza. Sintomi ormai inconfondibili per il personale medico del Versilia che ha fatto la diagnosi in un lampo: «Si tratta di meningite». E proprio quella provocata dal meningococco di tipo C, la più grave. La donna, una casalinga di 61 anni residente nel comune di Seravezza, è stata trasferita quindi subito all’ospedale di Livorno nel reparto di malattie infettive. La prognosi è ancora riservata, ma non è grave. «Le sue condizioni – informa l’Asl con una nota – sono stazionarie e abbastanza buone».
È il secondo caso di meningite (quella di tipo C) in Versilia dall’inizio dell’anno, il quarto in Toscana. Di queste quattro, una non ce l’ha fatta: Sonia Matteucci, 46 anni, dipendente di un’azienda agricola di Capezzano Pianore. Si era sentita male dopo il brindisi di Capodanno ed è morta nel giro di quattro ore.
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Non era vaccinata, Sonia. Nemmeno la donna arrivata ieri mattina al pronto soccorso lo era. Ma secondo l’azienda sanitaria si riprenderà. Non è grave. Non è stata aggredita quindi in modo aggressivo come altre persone. Succede, come con l’influenza.
Appena accertata la diagnosi, però, l’igiene pubblica del dipartimento di prevenzione dell’Asl si è attivata per individuare tutti i contatti e conviventi della donna da sottoporre a profilassi antibiotica, ed eventuale vaccino per i non vaccinati. Una ventina, in tutto, le persone sottoposte a profilassi. «Sono solo i familiari più stretti e gli amici che l’hanno incontrata in questi giorni, e a lungo – fa sapere l’Asl –. In genere è per precauzione che vengono sottoposte a profilassi le persone che hanno frequentato lo stesso locale».
La meningite infatti non è influenza. Non ci si ammala stando nella stessa stanza di una persona con la meningite. Si trasmette solo con la saliva. Stessi bicchieri, baci, poco altro. Per questo la campagna di vaccinazione massiccia della Regione Toscana puntava soprattutto agli under 20 (il vaccino anche per quest’anno rimarrà gratuito fino ai 45 anni). Sono quelli che frequentano le discoteche, i locali, quelli che si scambiano bicchieri, le sigarette. Magari sono portatori sani di meningite e non lo sanno.
In Versilia il 90 per cento dei ragazzi sotto i vent’anni è adesso vaccinato. La percentuale scende con l’aumentare degli anni. «Quello che è certo è che la meningite la puoi prendere con un portatore sano che di solito è una persona giovane – spiega Alberto Tomasi, direttore dell’area Igiene e sanità pubblica dell’Asl Nord ovest –. Se una persona è vaccinata è più difficile che sia portatore sano».
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