Il Tirreno

Versilia

Anche Neri pensa a un altro sito 

No alla rimozione del mercato per far posto al Museo Mitoraj

PIETRASANTA. «Smantellare il mercato comunale per realizzarci un museo - in questo caso dedicato a Mitoraj - è una grave mancanza di considerazione nei confronti dei residenti e un pesante disagio...

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PIETRASANTA. «Smantellare il mercato comunale per realizzarci un museo - in questo caso dedicato a Mitoraj - è una grave mancanza di considerazione nei confronti dei residenti e un pesante disagio per gli anziani». Parole, quelle di Gina Bertozzi, che riflettono il pensiero e il sentimento di molti pietrasantini contrari alla chiusura del mercato con vista su via Oberdan. «Una città si contraddistingue per avere una piazza, una chiesa, un mercato e delle strade. È vero che il mondo è cambiato in questi ultimi sessant’anni e anche a Pietrasanta abbiamo assistito a una notevole trasformazione: da città della scultura è diventata la città delle mostre in piazza di scultura contemporanea, degli atelier, dei ristoranti, dei negozi di moda e dei caffè. Questo nuovo volto di Pietrasanta - continua Bertozzi - mi piace e mi sta bene anche per il riscontro economico, ma sono contraria, come detto, allo smantellamento del mercato comunale. Perché non arricchire la città di un grande museo nella bella struttura della ex Cooperativa da tempo inutilizzata? Potrebbe accogliere le opere non solo di Mitoraj, ma di tanti scultori fra cui i nostri famosi concittadini Leone Tommasi, Marcello Tommasi, Riccardo Tommasi Ferroni, Romano Cosci e altri. Vorrei tanto confrontarmi con il sentire dei miei concittadini per fare delle proposte per la nostra città che amiamo da sempre».

Idea quella di realizzare il museo Mitoraj in altra sede, presa in considerazione dal candidato a sindaco del centrosinistra Ettore Neri. «Non so se ci sono ancora i margini, ma ci proveremo» fa sapere Neri. Nel frattempo l’ex assessore Simone Tartarini ribadisce che la realizzazione del museo Mitoraj «al mercato comunale non è a rischio. Il Pd non sa leggere le carte e il Commissario ha sbagliato a sospendere la delibera». (l.b.)

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