Bomba carta alla sala slot: si teme un avvertimento
La polizia sta indagando sull’episodio inquietante all’ex Campo d’Aviazione Sentito il proprietario dell’esercizio, gli inquirenti non escludono nulla
VIAREGGIO. Un boato che si è sentito in più quartieri della città. Dall’ex Campo d’Aviazione, da cui proveniva, alla Darsena e fino a Torre del Lago. E l’impressione è che non si sia trattato di uno scherzo. Di sicuro la polizia non sta sottovalutando l’esplosione della bomba carta avvenuta lunedì sera, intorno alle 22, di fronte a una sala slot in via Pisano all’ex Campo d’Aviazione. Un episodio che non è stato, almeno per il momento, inquadrato come il gesto di un ragazzo in vena di imprese giovanili.
Tant’è vero che gli inquirenti stanno lavorando in maniera approfondita dopo aver parlato con il proprietario dell’esercizio. Il contenuto di quel colloquio resta riservato e la polizia non si lascia sfuggire nulla: le classiche frasi di circostanza, i vari «stiamo lavorando», che però fanno presupporre non si tratti di una ragazzata. Altrimenti non ci sarebbe necessità di prendere tempo per capire chi possa essere il mittente della bomba carta e quale sia il motivo che lo abbia spinto a lanciarla. Si teme un avvertimento, un messaggio che risuoni il più possibile chiaro, anche se è troppo presto dire a quale scopo e per quale motivo. Di sicuro non si possono fare le elucubrazioni di chi, lunedì sera, ha lanciato una sorta di Sos su Facebook non appena sentito lo scoppio. Che, come detto, è risuonato in mezza città.
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A Viareggio i “botti” notturni sono frequenti: un po’ in tutti i quartieri ci sono ragazzi che si divertono lanciando petardi piuttosto grassi, per non parlare di quelle che una volta si chiamavano “cipolle” e che erano in grado di danneggiare un’auto. A volte questi giovanotti irrequieti lanciano il petardo in un bidone e attendono che la miccia accesa faccia il resto.
È a loro che hanno pensato alcuni utenti di Facebook dopo lo scoppio proveniente in via Pisano. Ma dopo qualche minuto (e probabilmente qualche giro di telefonate) si è capito subito che non si trattava di una cosa così banale. La polizia è arrivata a grande velocità e si è messa subito a indagare con la Scientifica per avere le prime risultanze.
Gli inquirenti hanno parlato con il proprietario della sala slot e al momento non si sentono di escludere alcuna pista. Anche quella più inquietante.
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