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L’opposizione lascia l’aula consiglio interrotto

L’opposizione lascia l’aula consiglio interrotto

SERAVEZZA. «Ancora una volta dobbiamo rimarcare l’inconsistenza di questa maggioranza». Lo scrivono in una nota congiunta le opposizioni di Seravezza, che mercoledì sera hanno abbandonato l’aula dopo...

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SERAVEZZA. «Ancora una volta dobbiamo rimarcare l’inconsistenza di questa maggioranza». Lo scrivono in una nota congiunta le opposizioni di Seravezza, che mercoledì sera hanno abbandonato l’aula dopo la votazione del bilancio di previsione. Una forma di protesta, dicono, per «le continue assenze della maggioranza».

Hanno lasciato l’aula tutti i consiglieri di opposizione (Andrea Giorgi, Elena luisi, Davide Giannini, Vanessa Greco, Riccardo Cavirani e Sonia Domenici che la ex consigliera dem) facendo mancare il numero legale. Il consiglio comunale quindi è stato rinviato. «Non erano in discussione punti di vitale importanza – si legge in una nota –, anzi erano punti che riguardavano la nomina di membri delle opposizioni all’interno delle commissioni consiliari. Abbiamo però preferito compiere un gesto eclatante a sottolineare quanto questa maggioranza continui più nell’improvvisazione amministrativa che nella pratica quotidiana di governo. Erano anni che non accadeva che un consiglio comunale di Seravezza fosse sospeso per mancanza del numero legale dei consiglieri. Non possiamo dire con certezza se dietro questa instabilità si nasconda qualche mal di pancia all’interno della maggioranza: di certo appare evidente il totale disinteresse verso la gestione della cosa pubblica, la mancanza di dialogo con le opposizioni e tra gli stessi assessorati, che invece di garantire un esercizio corale del governo del territorio s’improvvisano temerari solisiti nel raggiungimento della visibilità personale a discapito del bene comune».

«Dispiace sempre quando non si porta a compimento un programma di lavoro prestabilito – replica il sindaco Riccardo Tarabella –. Il gruppo consiliare di maggioranza ha registrato nella seduta la defezione forzata di due componenti per inderogabili impegni di lavoro. Quando purtroppo anche un terzo consigliere di maggioranza ha dovuto lasciare l’aula, sempre per impegni di lavoro, le minoranze hanno deciso di andarsene. Da una parte posso comprendere la volontà delle opposizioni di rimarcare la circostanza e di farla valere da un punto di vista squisitamente politico, dall’altra mi dispiaccio – e non poco – della loro caduta di stile e del fatto che non abbiano considerato l’utilità degli argomenti ancora da trattare». Restavano infatti quattro punti dell’ordine del giorno, tutti legati al tema della rappresentatività delle minoranze nelle commissioni comunali.

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