Il Tirreno

Versilia

Meno spazio alle antenne tranne che alle Seimiglia

di Cesare Bonifazi
Meno spazio alle antenne tranne che alle Seimiglia

Nel nuovo piano il Comune prevederà l’accorpamento tra gli operatori Previsto il potenziamento del segnale nelle zone collinari di Camaiore

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CAMAIORE. Nuove antenne? La tendenza sarà l’accorpamento: far condividere agli operatori telefonici la stessa struttura per piazzare il proprio ripetitore. Questo, secondo le intenzioni del Comune di Camaiore che sta elaborando il prossimo piano per le antenne, avrà il vantaggio di essere meno impattante sul piano delle emissioni ma riuscirà comunque a garantire la copertura e il suo eventuale futuro potenziamento. Una spinta invece ci sarà sulle Seimiglia dove ci sono a oggi problemi di copertura. Tuttavia – è la stessa amministrazione ad ammetterlo – non sarà possibile dire di no a prescindere alle nuove installazioni, a patto però che siano funzionali alla copertura. Nel caso che così non sia, Camaiore potrà anche rifiutare la domanda e chiedere di agire su un sito esistente.

L’obiettivo del piano delle antenne, che andrà in approvazione il prossimo aprile in consiglio comunale, è comunque quello di creare una copertura omogenea. Al momento è in fase di studio e il Comune ha ricevuto da poco uno studio redatto dal professor Agostino Monorchio, docente di Campi elettromagnetici alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa. Il team di ricerca ha ricevuto 40mila euro nei quali sono compresi l’aggiornamento annuale per tre anni e un incarico relativo alle antenne radio-tv di Pedona. Oltre all’Università hanno collaborato alla prima stesura il consigliere delegato Graziano Dalle Luche e i rappresentanti dell’associazione Rete Ambientale della Versilia.

Proprio gli ambientalisti hanno ribadito in più di un’occasione di indicare agli operatori solo zone che si trovino a una distanza di sicurezza dai centri abitati e dai luoghi sensibili come le scuole.

Camaiore ha bisogno di un nuovo piano perché il precedente è ormai superato dalle leggi statali e non garantisce una copertura di servizio adeguata. Non è un obbligo di legge ma è uno strumento a disposizione delle amministrazioni per la pianificazione del territorio. I tempi di approvazione sarebbero stretti, assicurano dall’amministrazione: un passaggio in commissione Vas per la valutazione paesaggistica durante il mese di marzo e poi i in consiglio comunale entro aprile.

Il piano non potrà prevedere in alcun caso, per legge, lo stop alle nuove antenne: quello del segnale viene considerato «un servizio primario» dalla legge Gasparri. Ma l’amministrazione scoraggerà la nascita indiscriminata di nuove antenne nel territorio cercando invece di sfruttare quello che in gergo tecnico viene chiamato “cositing”. Si tratta di una vera e propria condivisione di uno stesso sito da parte di più gestori telefonici: questo ridurebbe i pericoli per le emissioni. Si farà però eccezione della zona delle Seimiglia, dove ci sono ancora problemi di copertura. Qui il segnale dovrà essere necessariamente aumentato. Al contrario invece della zona dello stadio: una di quelle più maggiormente sfruttate. La mancata pianificazione del passato ha portato a un sovradimensionamento delle installazioni che però, secondo l’amministrazione, sono attualmente sotto i limiti di legge.

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