Il presidio
Sequestrata in porto una tonnellata e mezza di materiale inquinante
Si tratta di residui della lavorazione delle barche che stavano per essere smaltiti illecitamente
VIAREGGIO. Operazione della Capitaneria sulla banchina Lenci, la più grande di quelle destinate alle barche ai lavori. Dove sono stati trovati quattro fusti metallici e due big-bag contenenti - si legge nella nota diffusa dalla guardia costiera - «residui della lavorazione di carenamento di imbarcazioni (residui di sabbiatura, con scarti metallici e di vernici) che stavano per essere caricati su un camion e trasferiti altrove. Senza la prevista compilazione dei registri di carico/ scarico e dei formulari di trasporto dei rifiuti e senza alcuna evidenza di come avvenisse il successivo loro trattamento e smaltimento».
I militari hanno accertato che i rifiuti - per un totale stimato di circa 1,5 tonnellate - provenivano «dalle lavorazioni di sabbiatura effettuate nei giorni scorsi da una ditta specializzata sullo scafo di una barca a vela di circa 16 metri, alata a secco all’interno di uno dei piazzali della banchina Lenci in concessione ad una ditta viareggina».
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Tutto il carico è stato sottoposto a sequestro penale, mentre le due ditte (l’esecutrice dei lavori e la concessionaria dell’area) sono state deferite all’Autorità giudiziaria competente per tentato smaltimento illecito di rifiuti, che si presumono anche speciali e pericolosi. «Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti - continua la Capitaneria oggi sotto il comando di Giovanni Calvelli - per verificare altri profili di responsabilità, legati in particolare al corretto o meno utilizzo dell’area in concessione nonché agli aspetti di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel frattempo sono stati effettuati alcuni campionamenti del materiale sequestrato, per la successiva caratterizzazione a cura dell’Arpat di Pietrasanta, con particolare attenzione all’indice di possibile pericolosità del prodotto».
All’operazione che ha messo nuovamente in luce i problemi di quell’area, destinata d una regolamentazione mai andata a buon fine da parte del Comune prima e dell’Autorità portuale oggi, si è arrivati grazie al fatto che non è sfuggita - al personale dell’Ufficio nostromi della Capitaneria, durante le quotidiane attività di vigilanza portuale e demaniale - la sospetta movimentazione di alcuni carichi sulla banchina Lenci.
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