Il Tirreno

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viareggio

Sequestrata in porto una tonnellata e mezza di materiale inquinante

di Donatella Francesconi
Sequestrata in porto una tonnellata e mezza di materiale inquinante

Si tratta di residui della lavorazione delle barche che stavano per essere smaltiti illecitamente

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VIAREGGIO. Operazione della Capitaneria sulla banchina Lenci, la più grande di quelle destinate alle barche ai lavori. Dove sono stati trovati quattro fusti metallici e due big-bag contenenti - si legge nella nota diffusa dalla guardia costiera - «residui della lavorazione di carenamento di imbarcazioni (residui di sabbiatura, con scarti metallici e di vernici) che stavano per essere caricati su un camion e trasferiti altrove. Senza la prevista compilazione dei registri di carico/ scarico e dei formulari di trasporto dei rifiuti e senza alcuna evidenza di come avvenisse il successivo loro trattamento e smaltimento».

I militari hanno accertato che i rifiuti - per un totale stimato di circa 1,5 tonnellate - provenivano «dalle lavorazioni di sabbiatura effettuate nei giorni scorsi da una ditta specializzata sullo scafo di una barca a vela di circa 16 metri, alata a secco all’interno di uno dei piazzali della banchina Lenci in concessione ad una ditta viareggina».

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Tutto il carico è stato sottoposto a sequestro penale, mentre le due ditte (l’esecutrice dei lavori e la concessionaria dell’area) sono state deferite all’Autorità giudiziaria competente per tentato smaltimento illecito di rifiuti, che si presumono anche speciali e pericolosi. «Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti - continua la Capitaneria oggi sotto il comando di Giovanni Calvelli - per verificare altri profili di responsabilità, legati in particolare al corretto o meno utilizzo dell’area in concessione nonché agli aspetti di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel frattempo sono stati effettuati alcuni campionamenti del materiale sequestrato, per la successiva caratterizzazione a cura dell’Arpat di Pietrasanta, con particolare attenzione all’indice di possibile pericolosità del prodotto».

All’operazione che ha messo nuovamente in luce i problemi di quell’area, destinata d una regolamentazione mai andata a buon fine da parte del Comune prima e dell’Autorità portuale oggi, si è arrivati grazie al fatto che non è sfuggita - al personale dell’Ufficio nostromi della Capitaneria, durante le quotidiane attività di vigilanza portuale e demaniale - la sospetta movimentazione di alcuni carichi sulla banchina Lenci.
 

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